Conoscete il libro "Quando siete felici, fateci caso"? È una raccolta di 15 discorsi ufficiali, molto belli, fatti ai laureandi da Kurt Vonnegut. Vi consiglio di leggerli. Anche se per adesso mi limito a chiedervi di tenere a mente – solamente – il titolo.

Perché parto proprio da quell'esortazione per arrivare alla ROMA. Per arrivare a voi-noi. E più in particolare, a un gol che avete vissuto allo stadio. Uno qualunque. Sceglietelo: quello a cui siete più legati per importanza della partita, del giocatore o, meglio ancora, delle persone che avevate accanto mentre, esultando, vi si è spenta la luce per la troppa felicità. Scommetto che ripensandoci, avete sorriso. Perché le cose belle, di riflesso, ci riconsegnano sempre tutte le emozioni, e gli stati d'animo, che avevano animato, ad esempio, quei pomeriggi – e quelle serate – profondamente differenti l'uno dagli altri ma al tempo stesso tutti uguali tra loro.

Ognuno di noi – fa parte della magia – protagonista, consapevole, del "Giorno della marmotta"… ma sempre col finale a sorpresa. Torno, allora, al titolo del libro. A quello stimolo, a quel farci caso quando le cose belle accadono e le stiamo vivendo. Vale per tutto, naturalmente. Ma qui parliamo di ROMA e se c'è una cosa che questa maledetta situazione legata al Covid ci sta insegnando è proprio di non banalizzare la felicità. Le cose belle. Perché, mai come adesso, ognuno di noi chissà che darebbe pur di tornare al suo posto. E il nostro posto è lo stadio. Che quando la ROMA segna si ferma il mondo. E in quella bolla temporale – fatta di visi paonazzi, abbracci forti da farsi male, urla al cielo e birre che volano infradiciando chiunque – ognuno di noi è il protagonista della sua storia: la stessa. Per tutti. E quei due minuti di sana follia rappresentano al meglio la differenza che passa tra lo sport e il calcio. Il calcio e la ROMA. Perché in questa, di storia, c'è il sentimento a renderla differente da qualsiasi altra.

E allora sono tanti-tantissimi i gol che vorrei rivivere per impazzire un'altra volta di gioia. Partendo da quello di De Rossi al Genoa, nel giorno dell'addio al calcio giocato di Totti, per rivedere, ancora una volta, il numero 16 correre verso la sua gente. Ma arrivando, soprattutto, al più importante: il prossimo che farà saltare in piedi l'Olimpico. Pieno. Di tifosi, bandiere, colore, calore. Arriverà. E quel giorno riprendendo il vostro posto, tutto quello che vi starà intorno farà rima con felicità. "Fateci caso".