Dan Friedkin lo aveva detto nel suo primo comunicato da presidente della Roma: «La nostra visione per il club e la squadra è quella di privilegiare un approccio di investimento sostenibile e a lungo termine». Per questo le mosse sul mercato della nuova società si sono dirette verso il taglio del monte ingaggio e la realizzazione di plusvalenze con elementi della rosa non più centrali nel progetto tecnico.

La Roma edizione 2019-20 ai nastri di partenza presentava un monte ingaggi che al lordo pesava sul bilancio del club per circa 125 milioni di euro (fonte La Gazzetta dello Sport). Al termine della sessione di mercato che si è appena conclusa il totale è sceso di poco sotto i 100 milioni (per cifre più precise dovremo attendere i comunicati finanziari dei prossimi mesi). L'operazione è stata possibile grazie alle uscite di stipendi pesanti come quelli di Kalinic, Kolarov, Florenzi, Perotti e Zappacosta che sommati pesavano sul bilancio per 25,6 milioni a cui vanno aggiunti i 7,2 di Under e Kluivert per un risparmio totale di circa 32,8 milioni a cui vanno sommati altri 3,8 legati a contratti di calciatori di contorno.

Per degli ingaggi che sono usciti, altri ne sono entrati ma in aiuto è arrivato il Decreto Crescita che taglia le tasse sui lavoratori arrivati in Italia dopo il 1° luglio 2019: di questa norma hanno beneficiato Borja Mayoral, Pedro e gli stessi Smalling e Mkhitaryan. Insieme all'altro nuovo acquisto Kumbulla peseranno a bilancio per poco più di 20 milioni. La rottamazione della rosa non è riuscita del tutto visto che pesano ancora gli ingaggi importanti di giocatori finiti ai margini del progetto tecnico come Pastore (7,9 mln lordi l'anno), Jesus (3,9) e Fazio (4,4). 

Meno successo ha avuto il lavoro fatto dal club sulle uscite. L'obiettivo era fare plusvalenze senza vendere i giocatori considerati centrali da Fonseca. L'unica eccezione era stata fatta per Dzeko (anche a causa del suo ingaggio che a bilancio pesa per 8,8 mln) ma il mancato arrivo di Milik ha fatto saltare l'affare. Cedere gli esuberi si è dimostrato più difficile del previsto e nonostante 14 uscite, le plusvalenze sono arrivate solo da Schick, Defrel, Gonalons e Kolarov per una plusvalenza totale di 14,5 milioni. I prestiti di Florenzi, Under, Kluivert, Coric, Olsen, Riccardi, Antonucci e Fuzato hanno portato introiti irrisori in questa sessione di mercato ma rappresentano un potenziale investimento per il futuro anche se per nessuno di questi giocatori è stato fissato un obbligo di riscatto. Il bilancio finale del mercato della Roma segna un +6 visto che in uscita sono stati spesi 40 mln a fronte di entrate per 46.