All'improvviso, El Shaaraway. Oddio, proprio all'improvviso no, visto che già qualche settimana fa era trapelata la possibilità di un suo ritorno a Trigoria. Solo che i numeri del suo ingaggio con lo Shangai Shenua, una quindicina di milioni di euro netti, avevano avuto l'effetto di ridimensionare il desiderio del giocatore di tornare e le intenzioni della Roma di provarci. Invece la trattativa è andata avanti sottotraccia, gestita in prima persona dal fratello Manuel, che ormai fa tutto da solo avendo abbandonato anche la consulenza dei Pastorello, forte della volontà di Stephan di tornare nel calcio italiano.

Meglio ancora in quella Roma dove comunque aveva lasciato un pezzo di cuore, sapendo che alla fine di questa stagione ci sarebbe un Europeo da vivere con la maglia azzurra.E allora, nel momento in cui la Roma ha quasi definito le partenze di due esterni offensivi, Perotti al Fenerbahce (ma c'è il rischio che salti, perché i turchi hanno cambiato i numeri del secondo anno di contratto al giocatore) e, roba di ieri, quella di Kluivert al Lipsia, l'ipotesi è tornata d'attualità. La trattativa ha subito un'accelerata ieri, quando di fatto la Roma ha salutato Kluivert. Da giorni erano in corso contatti con quel Lipsia a cui, un anno fa, era stato dato in prestito Patrik Schick con la formula del prestito (quattro milioni) con un diritto di riscatto fissato a ventinove. Diritto che la squadra di Nagelsman non ha mai esercitato, con la Roma che poi ha rivenduto il giocatore al Bayer Leverkusen per ventisei milioni e mezzo. Nonostante gli attriti recenti, la Roma ha comunque deciso di ripetere l'esperimento con il club della Red Bull, dicendo sì al prestito di Kluivert in cambio di un milione e mezzo più un diritto di riscatto fissato a ventidue.

In ogni caso l'affare Faraone non è stato ancora chiuso, anzi ci sarebbe più di qualche difficoltà. Il problema da risolvere è essenzialmente economico. Non tanto per quello che riguarda l'ingaggio del giocatore, quanto sulle condizioni da mettere a punto con lo Shangai. In sostanza la Roma è pronta a riprenderlo in prestito fino a giugno, ma a patto che sia gratuito o giù di lì. I cinesi vogliono invece un ritorno economico (pare un milione e mezzo) prima di dare il semaforo verde alla chiusura. La trattativa è seguita in prima persona dai Friedkin che avevano detto sì al prestito gratuito, ma si sono piuttosto irritati quando sono stati messi al corrente che lo Shangai voleva il cash. Meno problemi ci sono per lo stipendio del giocatore che potrebbe accontentarsi, si fa per dire, anche di un ingaggio tra i due milioni e mezzo e i tre. Soldi che la Roma può mettere sul piatto della trattativa visto che, con gli addii di Perotti (sempre che vada via) e Kluivert, dal monte ingaggi si potrà sottrarre una somma di circa cinque milioni e quattrocentomila euro netti (due milioni e novecentomila l'argentino, due milioni e mezzo l'olandese.
PT