C'è chi lo aspetta. E chi lo aspetta al varco. Linea di demarcazione nemmeno troppo sottile che tratteggia il destino di chi nasce e cresce con il giallo e il rosso sotto pelle. E Pelle con la maiuscola, al secolo Lorenzo Pellegrini, non fa eccezione. Non potrebbe in ogni caso. Ma arrivato a 24 anni compiuti, quella che sta per iniziare deve essere la sua stagione. Con tanto di imperativo. Perché sul talento non ci sono discussioni. Per quanto riguarda invece continuità e personalità - quelle invocate anche da un ex amato come Rizzitelli proprio conversando con Il Romanista - Lorenzo ha ancora molto da dimostrare. Oneri e onori di chi dal vivaio sempreverde di Trigoria riesce ad arrivare in prima squadra.

Nessuno meglio di Francesco Totti può saperlo. Oggi sembra incredibile soltanto ricordarlo, ma perfino il Dieci ha penato prima di conquistare il consenso unanime. Eppure lui su Pellegrini punta eccome. Lo ha confessato esplicitamente nel giorno del grande strappo dalla casa madre, quando nella conferenza di addio ha speso parole importanti proprio nei confronti del numero 7. E si è ripetuto appena due giorni fa. Nel corso di una lunga intervista concessa a La Repubblica, è stato interpellato su Zaniolo: «Può diventare un grandissimo». Ma parlandone ha preso spunto per citare ancora quello che a questo punto può essere considerato il suo pupillo: «Il consiglio migliore che gli posso dare è quello di legarsi a Lorenzo Pellegrini, perché è la persona che è, e perché da romano sa gestire bene privilegi e rischi del giovane campione in una città così differente dalle altre».

Proprio i due gioielli rappresentano le deroghe a una strategia di mercato in cui nessuno appare incedibile, nemmeno il totem Dzeko. Zaniolo e Pellegrini sono invece i basamenti sui quali costruire la Roma del futuro, quella targata Friedkin. Entrambi in Nazionale - di cui pure simboleggiano presente e futuro - entrambi intoccabili in giallorosso. Il numero 7 con qualche responsabilità in più. Quelle di chi è destinato a ereditare una fascia che è transitata sul braccio di due monumenti come Totti e De Rossi, soltanto per citare gli esempi più recenti. Con Florenzi che sembra di passaggio e Dzeko ancora tutt'altro che certo di rimanere, i gradi di Capitano potrebbero appartenergli prima del previsto. L'investitura è arrivata direttamente da Fonseca già nel corso della passata stagione. E in quello scampolo di preparazione svolto qualche giorno fa prima di raggiungere il ritiro azzurro, Lorenzo è stato ritratto a trainare il gruppo insieme a Edin. Prima o poi toccherà a Pellegrini ereditarne la leadership. Con o senza fascia.