Che nel piano industriale di Dan Friedkin per la Roma ci sia anche di percorrere ogni strada per la realizzazione di uno stadio di proprietà non è affatto una sorpresa. E non potrebbe nemmeno esserlo. Del resto ogni studio finanziario che riguardi una squadra di calcio, o di qualsiasi altro sport professionistico, da anni ormai parte da un impianto di proprietà o comunque da beni immobiliari in possesso della società.

Lo capì per primo l'ingegner Viola che seppe sfruttare l'idea di Trigoria e che tentò per anni di costruire uno stadio alla Magliana. Percorrere ogni strada però non deve far pensare alla voglia di mollare il progetto su Tor di Valle ed avventurarsi in altre ipotesi, come la sempre gettonatissima Fiumicino. Il magnate texano sa benissimo che il tempo finora speso sull'area dell'ex ippodromo sta portando finalmente ai frutti sperati, e sarebbe folle ripartire da zero proprio adesso. Quello che si vuole fare è in realtà molto più semplicemente valutare ogni possibilità che possa accelerare la costruzione dello stadio, compreso rinunciare (in un primo momento) alla realizzazione delle strutture a corredo dello stadio. Insomma a Friedkin (ma valeva lo stesso per Pallotta) del business park interessa (per il momento) poco.

E di questo si sarebbe parlato in uno dei tanti incontri con i possibili investitori nel progetto, su tutti quel Radovan Vitek prossimo all'acquisto delle società del gruppo Parnasi, compresa Eurnova, e compresi quindi i terreni di Tor di Valle. Vitek che, è sempre utile ricordarlo, non è un vero e proprio costruttore, nel senso che non ha il know how e la struttura per poter materialmente costruire lo stadio, ma più che altro un immobiliarista. Si starebbe quindi cercando di identificare un partner con maggiori possibilità di mettere in piedi l'opera e partire velocemente coni lavori non appena ottenuti i permessi. Le opzioni sul tavolo sono tante e l'affare fa gola a molti.

Sul fronte comunale va registrato l'ennesimo (piccolo) rallentamento. Ottenuto il via libera alla propria ricandidatura il prossimo anno, Virginia Raggi è presa dall'avvio di una campagna elettorale che passa innanzitutto dal recupero del proprio elettorato. E dalla propria base. Sembra infatti che per il Movimento 5 Stelle oggi ci sia un problema "candidati", nel senso che ne mancherebbero non pochi all'appello, e non si vorrebbe correre il rischio di replicare quanto fatto in passato con liste piene di "amici di amici"che poi hanno abbandonato il Movimento nel corso degli anni. Nessuna preoccupazione però, perché la volontà di giocarsi lo stadio come carta elettorale resta fortissima, e questo rassicura circa il buon esito dell'iter amministrativo. Già la prossima settimana si attende qualche novità sostanziale, al punto che sarebbero stati pre allertati i presidenti delle Commissioni consiliari che dovranno vagliare il progetto.