Palle inattive, misure e contromisure
Ognuno ha la sua ricetta, tutte più o meno valide, a patto, in ogni caso, di non essere passivi e (o) poco attenti
(GETTY IMAGES)
Sempre più decisivi i calci piazzati per andare in gol. Roma-Juventus non ha fatto eccezione. Delle 6 reti, tre sono scaturite da altrettanti tiri da fermo. Una per la Roma, da calcio d’angolo, e due per la Juventus, da calci di punizione molto laterali e abbastanza lontani dalla porta. Sorvoliamo sul fatto che i due falli dai quali sono state fischiate le punizioni erano assolutamente da evitare, visto che il giocatore della Juve in possesso palla aveva indice di pericolosità zero. Una volta fischiata la punizione invece… E sorvoliamo anche sul fatto che, almeno in un’occasione il portiere poteva uscire quasi comodamente…
Veniamo a capire qualcosa di quello che succede in area quando arriva questo spiovente con effetto a rientrare. In entrambi i casi la Roma ha tenuto una linea difensiva abbastanza bassa con una marcatura mista e rinforzata nei numeri. Quindi più maglie giallorosse che bianconere.
Ma nel primo caso Mancini e compagni hanno lasciato inspiegabilmente libero un giocatore al limite dell’area, vale a dire Conceicao, che poi ha pescato il Jolly con un gran sinistro. Nel secondo caso, come rilevato da Gasperini, linea giusta ma troppo passiva. Mancava la testa di Cristante, magari ci sarebbe voluta quella di Ziolkowski che poteva entrare quando è entrato Gatti…
Ma torniamo alla linea da tenere in questi casi, passando dal particolare (abbastanza doloroso) al generale. A uomo o a zona? E soprattutto sui calci piazzati contro, questa benedetta linea dove si deve posizionare? E il portiere dove deve stare? E quando deve uscire sparecchiando il tutto?
Non c’è la soluzione ideale, ma ogni allenatore ha le sue soluzioni e le mette in campo. In settimana si fanno esercitazioni in tal senso e sono tra quelle, giustamente, rigidamente a porte chiuse, lontano da occhi indiscreti.
C’è chi se ne infischia della linea e marca rigidamente a uomo. Uno contro uno, a stretto contatto fisico per evitare uno stacco pulito dell’avversario, contando anche sul fatto che hai un portiere che, particolare non da poco, può usare le mani e non può essere toccato, ammesso che esca…
Variante: linea molto bassa proprio per agevolare il portiere che in teoria dovrebbe arrivare per primo sul pallone. Oppure: linea molto alta con portiere più avanzato per costringere gli avversari a partire molto lontano dalla porta per evitare il fuorigioco ed eventualmente per favorire l’uscita del portiere stesso. Oppure, linea media con marcatura mista: la maggior parte dei difendenti a uomo con uno o due bravi colpitori di testa a zona e a caccia del pallone.
Ognuno ha la sua ricetta, tutte più o meno valide, a patto, in ogni caso, di non essere passivi e (o) poco attenti.
* Giornalista professionista
Allenatore Uefa B
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