Sette mesi dopo, Rick Karsdorp. Venticinque ottobre dello scorso anno. La Roma gioca in casa con il Crotone. L'olandese si presenta. Titolare, nel ruolo di esterno destro basso, quello per cui era stato preso. Ottantadue minuti in campo per mettersi alle spalle l'intervento per la lesione del corno posteriore del menisco destro, eseguito a Villa Stuart il tre luglio precedente. Ottantadue minuti per vedere l'effetto che fa. Bruttissimo, purtroppo. Perché l'altro ginocchio, il sinistro, nel dopo partita manda segnali inquietanti.

Nuova tappa a Villa Stuart, risonanza, diagnosi: rottura del legamento crociato. Seconda operazione, seconda, lunghissima riabilitazione. Che, appunto, oggi a Trigoria, alla ripresa degli allenamenti, vivrà il suo ultimo step. Il ritorno del ragazzo a lavorare con i compagni. Comunque una festa, con l'obiettivo magari di tornare in campo in una partita ufficiale domenica prossima a Reggio Emilia contro il Sassuolo se le sue condizioni e il risultato lo consentiranno. Giusto un piccolo antipasto in vista del futuro per un giocatore che, di fatto, rappresenta il primo rinforzo per la seconda Roma difranceschiana.

Una via crucis

Dire che per Karsdorp il suo primo anno da romanista sia stato una sorta di via crucis, è dire semplicemente una banalità. Due interventi chirurgici, in campo solo quegli ottantadue minuti, in pratica un'assenza pesante per quello che doveva essere un titolare. Il tutto molto penalizzante per il ragazzo, ma anche per la società che sull'ex del Feyenoord lo scorso anno aveva investito forte, quattordici milioni di euro tutti e subito, più cinque di bonus che certo in questa stagione non sono maturati, almeno quelli relativi a presenze o convocazioni per la sua nazionale.

In questi mesi ha visto più i fisioterapisti che i compagni, più medici che staff tecnico. Sono stati mesi difficili, in particolare quelli successivi al secondo intervento chirurgico. Gli è stato molto vicino il connazionale Strootman che una certa esperienza in questioni legate alla riabilitazione purtroppo l'ha maturata negli anni scorsi, ma tutti i compagni, i tecnici, i dirigenti gli hanno fatto sempre sentire il loro sostegno.

È rimasto sempre defilato rispetto ai riflettori, conseguenza di un carattere molto riservato. Karsdorp tiene moltissimo alla sua privacy e con i medici giallorossi si è sempre raccomandato che non trapelassero notizie sul suo percorso riabilitativo.

Matrimonio in vista

A tenergli compagnia, nella casa che ha preso a Casalpalocco, in questi mesi, è stata soprattutto la fidanzata Astrid che tra qualche settimana, in Olanda, diventerà sua moglie (auguri). Per il resto ha visitato un po' Roma, si è dedicato allo shopping che pare piacergli parecchio, in particolare al centro, e poi riabilitazione, tanta riabilitazione. Anche se è stato un percorso a ostacoli, lungo e tormentato, conseguenza pure della prudenza con cui il ragazzo ha affrontato il periodo più difficile della sua carriera, vissuta fino allo scorso anno con il Feyenoord con cui ha vinto uno scudetto e una coppa d'Olanda.

In questi sette mesi, in più di un'occasione è stato costretto a fermarsi, una volta per una febbre, un'altra per un affaticamento muscolare, un'altra ancora per non rischiare ricadute. La sua prudenza ha dilatato i tempi di recupero, ma ora siamo alla fase finale. Da oggi tornerà a lavorare con i compagni che fin qui ha quasi sempre visto da lontano, prima tappa in chiave prossima stagione, quella che sarà del suo effettivo esordio.

Nei piani della società e del tecnico, il prossimo anno toccherà all'olandese essere il titolare nel ruolo di esterno basso destro, ruolo che in questa stagione è stato di Florenzi (parecchie volte) e di Bruno Peres (poche). La fisicità e la velocità di Karsdorp dovrebbero garantire quelle caratteristiche che Di Francesco chiede ai suoi esterni, anche se dovrà migliorare dal punto di vista tattico e difensivo. Toccando ferro, l'olandese potrà cominciare la preparazione precampionato insieme ai compagni, puntando al progressivo ritorno alla forma migliore per l'inizio della prossima stagione. In bocca al lupo.

Mariani: "Tranquilli, tornerà quello di prima"

Presente il gioco delle attinenze? Quello in cui uno dice un nome e per proseguire la catena bisogna farne un altro attinente? Ecco, se stessimo giocando e ci dicessero legamento crociato, non potrebbe esserci risposta migliore di professor Pierpaolo Mariani. Da tempo è una celebrità, ha operato centinaia di calciatori tra cui anche Rick Karsdorp. Chi, allora, meglio di lui per fare il punto sulla situazione sanitaria dell'esterno olandese?

Professore, finalmente Karsdorp torna.
«Mi fa molto piacere. L'intervento riuscì alla perfezione».

Certo la riabilitazione è stata più lunga del previsto.
«Il calciatore ha preferito andare molto cauto. Lo capisco. In Olanda, per dire, i tempi medi di recupero sono intorno ai nove mesi».

Conseguenza del fatto che era la seconda operazione?
«Non credo. E poi sfatiamo questa leggenda che si è creata sulla doppia operazione. È sempre stato così, la casistica dice che c'è un 30% di giocatori che tornano sotto i ferri. Ricordate Ancelotti?».

Come sono le condizioni di Karsdorp?
«Io non lo vedo da qualche mese. Nella sua riabilitazione non c'è mai stato un problema. Tornerà quello di prima, sono pronto a metterci le mani sul fuoco».

La riabilitazione è stata fatta dallo staff della Roma?
«Sì. Alcune società preferiscono fare tutto in proprio avendo uno staff a disposizione. In passato con altri giocatori le regole le ho dettate io».