Lista o non lista. Il mercato della Roma che verrà, ruota ovviamente tutto intorno alla benedetta lista stilata dal señor Monchi dopo un lavoro prolungato e approfondito. Lavoro in cui è stata fatta la radiografia a centinaia di giocatori, lavoro che in un prossimo futuro dovrebbe essere perlomeno accorciato grazie all'utilizzo di un software in grado, opportunamente programmato, di individuare il giocatore o i giocatori giusti per le esigenze di società e squadra.

Nell'attesa, Monchi continua a lavorare con il suo metodo che, peraltro, negli anni gli ha garantito straordinari successi che con tutto il cuore gli auguriamo di ripetere pure da queste parti. E in questo senso si può dire con ragionevole certezza che nella sua lista condivisa con Di Francesco, c'è il nome di Hakim Ziyech, venticinque anni, nazionale marocchino, passaporto olandese, talento dell'Ajax con cui negli ultimi due anni ha giocato 81 partite, segnato 19 gol, garantito la bellezza di 37 assist, specializzato in calci di punizione, conseguenza di un talento e di un piede di quelli che ti fanno togliere il cappello.

Il nome del talento dell'Ajax, era stato accostato alla Roma già nella passata stagione, ma le richieste esorbitanti del club olandese convinsero l'allora ds giallorosso Walter Sabatini a rimandare a costi migliori. Che, sia chiaro, non sono ancora maturati, anche se c'è da dire che, rispetto a dodici mesi fa, ora c'è il desiderio del giocatore di cambiare aria per vivere una nuova esperienza.

Anche per questo, domenica sera, all'Olimpico, ad assistere alla sfida (si fa per dire) dei giallorossi contro la Juventus, era presente anche il procuratore di Ziyech, Mustapha Nakhli. Ieri abbiamo provato a chiamarlo al suo telefonino. Ha risposto con molta gentilezza, diventata un po' meno gentilezza quando gli abbiamo chiesto qualcosa a proposito del suo assistito. «Non sono autorizzato a rilasciare dichiarazioni su questo argomento» ci ha risposto, cosa legittima, ci mancherebbe, ma che ci ha strappato un sorriso di cuore.

Nel senso: Nakhli a chi deve chiedere il permesso? A se stesso per parlare di un suo giocatore? Curioso, perlomeno, ma capiamo la riservatezza, soprattutto in un momento in cui un procuratore sta pensando seriamente di portare un suo giocatore da qualche altra parte. Perché è vero che domenica scorsa ha fatto tappa all'Olimpico e non ci sorprenderebbe se almeno una chiacchierata con Monchi l'avesse fatta, ma è altrettanto vero che prima di sbarcare a Roma, il procuratore del marocchino era stato per qualche giorno in Inghilterra per provare a capire se qualche club britannico fosse intenzionato a prendere il suo assistito. Cosa che, se si materializasse, probabilmente metterebbe fuori gioco la Roma, sempre che Monchi sia intenzionato a prendere Ziyech.

Il nome del marocchino, infatti, per caratteristiche tecniche e talento calcistico, è l'altra faccia della medaglia che porta al brasiliano Talisca (non convocato per il Mondiale). Nel senso che uno esclude l'altro. In primis per una questione economica, visto che entrambi costano almeno trenta milioni di euro (contratto al giocatore escluso) e in seconda battuta immaginarli entrambi nel modulo difranceschiano vorrebbe dire abituarsi all'idea di una Roma molto offensiva, probabilmente troppo.

I due giocatori, comunque, ci fanno capire come la Roma e Monchi stiano cercando giocatori di talento e qualità, giocatori cioè in grado di garantire quelle giocate offensive estemporanee che spesso servono a decidere quelle partite altrimenti bloccate. Cosa che in questa stagione è un po' mancata come testimoniato dal numero dei gol della squadra di Di Francesco. Serve più talento, Monchi lo sta cercando.