Chris Smalling è in vacanza. Da ieri. Essendo stato esentato dall'allenamento che Fonseca ha fatto svolgere ai suoi giocatori con in testa il Siviglia. Il difensore inglese è partito con la famiglia salutando tutti, si spera con un arrivederci. Perché per il momento non è più un giocatore della Roma. La conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, è arrivata ieri sera, quando è stata ufficializzata la lista Uefa. Il nome del difensore inglese non c'era. Il braccio di ferro con il Manchester United per arrivare almeno a un'estensione del prestito fino all'eventuale semifinale (cioè quando le due squadre in teoria potrebbero trovarsi di fronte) si è concluso con un nulla di fatto. Il club inglese sarà pure il più ricco al mondo, ma in questa vicenda si è comportato da poveraccio, chiedendo, addirittura, dei soldi per affittare il giocatore a partita, roba da quasi 300mila euro a gara. Una vergogna, sulla quale l'Uefa dovrebbe in qualche modo intervenire, se non altro per l'anomalia che questa stagione sta rappresentando. Fonseca non è contento di questa conclusione, ma ha capito la situazione, chiedendo comunque alla società di fare il possibile, una volta che si sarà esaurita l'avventura in Europa League (si spera il 21 agosto a Colonia) per provare comunque ad acquistarlo, considerando l'inglese un punto di riferimento per la difesa che ha in testa per la prossima stagione.

Il discorso, insomma, non è chiuso. Se ne riparlerà più in là, anche se non si può sottovalutare il deterioramento di rapporti fra i due club. Magari più in là, su pressione anche del giocatore che gradirebbe rimanere in giallorosso ma non al punto da rompere con lo United, il club inglese mitigherà le pretese per il cartellino, che fino all'ultimo secondo della trattativa non sono scese sotto i 18 milioni di sterline, al cambio circa 20 milioni di euro. In ogni caso, in futuro non ci sarà la fretta a fare da cattiva consigliera. E la Roma a quel punto avrà la possibilità di trattare anche qualche altro giocatore. Come Samuel Umtiti, francese con origini camerunensi, centrale che ai dirigenti di Trigoria è stato offerto venerdì scorso, specificando pure che potrebbe essere preso anche con la formula del prestito (se fosse, stavolta non si faccia l'errore di non inserire un diritto di riscatto). Il francese dal 2016 veste la maglia del Barcellona (acquistato dal Lione per venticinque milioni, ammortizzati già per quattro anni), nell'ultima stagione ha giocato pochino, ha voglia di cambiare aria e il club catalano, anche in considerazione di un ingaggio (pesantuccio) in scadenza nel 2023, è pronto ad assecondare i suoi desideri.

A proposito di giocatori offerti alla Roma, registriamo un'ulteriore novità. Stavolta per il ruolo di esterno destro basso (che poi con la difesa a tre non è più così basso). Si tratta dello spagnolo Hector Bellerin, classe 1995, cartellino di proprietà dell'Arsenal dal 2011, quando i gunners se lo portarono via dalla cantera del Barcellona su precisa indicazione di Wenger. Pure lui ha un contratto in scadenza il trenta giugno del 2023, ma l'Arsenal per volere del tecnico Arteta intende rinnovare la rosa. E Bellerin è uno di quelli in lista di partenza, pure in prestito. Non è comunque un'operazione facile. Anche perché la Roma in quel ruolo ha una certa abbondanza. Si dovrà prima cedere Florenzi e trovare una sistemazione a Karsdorp, fermo restando che non sarà rinnovato il prestito dal Chelsea di Zappacosta. Dovesse succedere tutto questo, allora il nome di Bellerin, che ha lo stesso procuratore di Pau Lopez, sarà da tenere in considerazione.