Ritornerà ad allenarsi questo pomeriggio alle 18 la Roma, in vista del match casalingo di giovedì sera contro l'Udinese. Tre giorni di lavoro per provare a imbastire una formazione che faccia dimenticare le scorie della brutta gara milanese. Fonseca sarà costretto a fare i conti con le annunciate decisioni del giudice sportivo: erano quattro i diffidati prima della sfida di San Siro, due dei quali hanno rimediato un giallo che costerà la presenza nella prossima partita. Si tratta di Pellegrini e Veretout. E se il trequartista è apparso tutt'altro che brillante a Milano dopo il proficuo ingresso contro la Sampdoria, il mediano francese nei due match giocati dalla ripresa è sembrato già in buone condizioni. Difficilmente sostituibile per caratteristiche (dinamismo e capacità di coprire diverse zone di campo nell'arco degli stessi 90 minuti su tutte), considerando anche che il Diawara visto finora è lontano parente dell'impeccabile regista della prima parte di stagione. Non è escluso che i compiti dell'ex viola siano ricoperti da Cristante, magari con il ritorno di Villar in costruzione.

Maggiore scelta sulla trequarti, quantomeno numerica: è Mkhitaryan il fantasista più continuo al momento e la sua capacità di essere decisivo anche partendo dal centro del reparto lo pone in pole per la sostituzione del numero 7. Più complicato occupare gli esterni offensivi, in cui i diversi interpreti finora non hanno brillato. Ma in quella zona sta per concludersi il conto alla rovescia più importante, quello che riguarda Zaniolo. Nico si allena ancora con la Primavera, ma questa dovrebbe essere la settimana buona per il rientro in gruppo: l'obiettivo è la fine del lungo percorso individuale in concomitanza col suo ventunesimo compleanno, il 2 luglio (giorno di Roma-Udinese).

E a proposito di rientri, è imminente anche quello di Pau Lopez, come anticipato dallo stesso Fonseca nella conferenza di due giorni fa: «Ha effettuato un percorso di recupero normale, dovrebbe rientrare la prossima». Il condizionale è d'obbligo, dopo uno stop tanto lungo, sommato quello generale per la pandemia. Ma in ogni caso nel prossimo match dovrebbe toccare ancora a Mirante la titolarità fra i pali: l'italiano si è disimpegnato bene e anche se al Meazza ha dovuto abbandonare il suo effetto-amuleto (era imbattuto in campionato da oltre 19 mesi), rappresenta una garanzia. Intanto la squadra è rientrata da Milano ieri sera in aereo (era partita sabato sera, derogando all'ipotesi iniziale delle trasferte da consumare in giornata). Chi ha giocato al Meazza si dedicherà come da abitudini alla seduta di scarico, e questa volta ce ne sarà particolarmente bisogno, dopo aver subito - anche troppo - il caldo tropicale di San Siro.