Un test Olimpico in vista della Sampdoria, quando la Roma tornerà a giocare a centoquindici giorni dall'ultima volta una gara ufficiale. Alle 21 i giallorossi si alleneranno sul prato dello stadio di casa, e non a Trigoria, per testare il campo e prendere confidenza con l'atmosfera dell'impianto a porte chiuse. A quarantotto ore (minuto più, minuto meno) dalla ripresa, Paulo Fonseca guiderà la seduta di Dzeko e compagni: l'aveva chiesto giorni fa, e la società l'ha accontentato. Il tecnico portoghese potrà provare, sullo stesso terreno di gioco dove si disputerà la gara, la formazione da opporre ai blucerchiati. Formazione di cui non faranno parte Pau Lopez e Zaniolo, che anche ieri pomeriggio hanno svolto lavoro individuale. Per quanto riguarda Nicolò, oggi inizierà ad allenarsi con la Primavera di Alberto De Rossi per ritrovare la migliore condizione, con l'obiettivo di aggregarsi ai compagni della prima squadra entro una decina di giorni. Durante la lunga sosta il numero 22 si è allenato duramente per recuperare dall'nfortunio al crociato, e ora il destino gli permetterà di concludere una stagione che a gennaio per lui sembrava finita.

Tra i pali con la Samp ci sarà Mirante, ex di turno: Pau, fermatosi non appena la squadra ha ripreso ad allenarsi, non verrà rischiato e il portiere campano sarà chiamato con ogni probabilità a indossare i guanti anche contro il Milan domenica. Sulla destra spazio a Zappacosta, apparso in ottima forma nelle ultime settimane, mentre a sinistra agirà Kolarov. In mezzo Mancini, che ha recuperato dal problema al gomito, affiancherà Smalling. Diawara e Veretout formeranno la cerniera mediana, mentre sulla trequarti Fonseca ha l'imbarazzo della scelta: sia Pellegrini sia Mkhitaryan, reduci da lievi noie muscolari, sono abili e arruolati per l'impegno di mercoledì, ma difficilmente il tecnico deciderà di schierarli entrambi dall'inizio. Più probabile che opti per uno dei due, magari concedendo uno spezzone all'altro, quindi Perez (favorito su Ünder) e Kluivert sulle ali. Davanti, neanche a dirlo, Edin Dzeko: nonostante la buona prova di Kalinic nell'ultima uscita stagionale a Cagliari, il bosniaco resta sempre la prima scelta per guidare il reparto offensivo.

I precedenti

Quella di allenarsi all'Olimpico non è una novità per la Roma: negli Anni 60 accade spesso, soprattutto durante la presidenza Evangelisti e con l'"Antimago" Oronzo Pugliese in panchina. Il 4 gennaio del 1968, Taccola e compagni preparano la trasferta contro il Milan di tre giorni dopo con una seduta allo stadio: i tifosi non sono ammessi all'interno, ma si radunano in massa al di fuori dell'impianto per festeggiare e incitare i loro beniamini; al termine dell'allenamento, Pugliese si scusa per averli lasciati fuori con una battuta entrata negli annali: «Mi dispiace, ma là dentro faceva un freddo...». Anche nell'anno del secondo Scudetto gli uomini di Liedholm scelgono in alcune occasioni l'Olimpico per perfezionare i meccanismi della Ragnatela che ci porterà sul tetto d'Italia.

In tempi più recenti, l'usanza viene riproposta in concomitanza con un'iniziativa benefica: tra il 2006 e il 2010 all'Olimpico si dona il sangue nell'ambito dell'evento «Insieme alla Roma per donare la vita», a seguire Totti e compagni ringraziano simbolicamente i tifosi con un allenamento a porte aperte. In quegli anni l'appuntamento, associato al Memorial Luciano Fioravanti, si svolge di consueto il giorno della Befana: nel 2007 il Dieci, per regalare spettacolo ai tanti tifosi accorsi, si cimenta anche in un calcio di rigore di tacco. Ovviamente segnato. Nel 2010 invece l'evento si tiene il 22 maggio e a margine la Roma affronta la Primavera in una partitella in famiglia. Con la proprietà americana, va in scena l'Open Day estivo nel 2012 e nel 2013; in quest'ultimo, la squadra allenata da Rudi Garcia (appena arrivato) posa abbracciata sotto la Curva Sud, che espone lo striscione: «Non saper rimediare ad una sconfitta è peggiore della sconfitta stessa».