La strana coppia. Henrikh Mkhitaryan e Justin Kluivert hanno in comune talento, ruolo e procuratore. Ma li separano età, esperienze passate e probabilmente anche future. Proprio Mino Raiola, agente di entrambi, sta provando a imbastire un affare che li riguarda: l'olandese all'Arsenal, in cambio del riscatto dell'armeno e soldi a Trigoria. Trattativa che permetterebbe alla Roma di confermare il trequartista tanto stimato da Fonseca e allo stesso tempo di rimpinguare casse al momento malandate. Eppure l'uno e l'altro godono della stima di Fonseca, che quasi mai ha rinunciato al loro impiego quando li ha avuti in buone condizioni fisiche. In tandem hanno confezionato il gol al Gent, che ha permesso alla Roma di raggiungere gli ottavi di Europa League, uno degli obiettivi dichiarati di questo singolare finale di stagione.

«C'è ancora molta strada da fare ma vogliamo vincerla»: parola di Justin, in un'intervista rilasciata al portale Voetbalzone. L'olandese fissa traguardi di squadra e personali. «Sono concentrato sul raggiungimento della zona Champions e sull'Europa League. Sarà un torneo ad eliminazione diretta, quindi molto emozionante. Io voglio segnare più spesso e raggiungere quota dieci gol». E per raggiungerli sa di avere bisogno dei compagni più esperti, due in particolare, quelli che il club sta lavorando per trattenere oltre il termine dei rispettivi prestiti.

Nonostante possa entrare nell'eventuale scambio coi londinesi per Micki, Kluivert mostra di essere in sintonia coi suoi dirigenti: «Smalling è un guerriero, ha subito fatto la differenza. E anche Mkhitaryan segna, fa assist: è importante per il gruppo. Trasmette la sua esperienza alla squadra e certamente anche a me. Posso sicuramente imparare da loro. Micki ha avuto una buona carriera e ha giocato per molti club. Parliamo comunque molto perché gioca nella stessa posizione. Ha molta esperienza, ogni tanto dà consigli o sottolinea ciò che faccio bene, lo ascolto perché lo ha già sperimentato. Ovviamente spero che vogliano restare e che abbiano l'occasione di farlo. Sono un valore aggiunto per la squadra, ottimi giocatori, posso sicuramente imparare da loro».

I due ex della Premier come guide in campo, Fonseca dalla panchina. «All'Ajax e il primo anno alla Roma giocavo molto largo, ora invece sono più un numero 10 o faccio l'ala sinistra a piede invertito. Mi piace molto perché ho più libertà creativa e posso giocare nella mia posizione. Il mio secondo anno sta andando molto meglio, sono soddisfatto. Nella scorsa stagione era tutto nuovo: lingua, compagni, stile di gioco. Devi abituarti a tutto. Ora sono felice». La Roma adotterà una patch antirazzista sulla maglia in campionato.

Inevitabile un'incursione sul tema: «Il razzismo è la cosa peggiore al mondo, non può appartenere a quest'epoca. Dobbiamo tutti rendere il mondo un posto migliore, insieme. Io non ho subito mai offese razziste, ma molti altri sì. Il calcio dovrebbe essere solo divertimento». Justin è fedele alla massima non solo sul campo, ma anche nelle pause, come quella concessa ieri alla squadra dal tecnico: un giorno di riposo prima del tour de force che comincerà mercoledì prossimo. L'olandese ne ha approfittato per andare al mare, postando una foto sui social. E come lui hanno fato Pau Lopez, che si è fatto ritrarre col figlio, Fazio a pranzo a Santa Severa con la famiglia e Zaniolo, a Ponza assieme alla fidanzata Sara.