Trent'anni fa le notti magiche di Italia '90, ieri sera invece, mentre a Torino si sfidavano Juventus e Milan per la semifinale di ritorno della Coppa Italia nella prima partita post-Covid, sarebbe dovuto andare in scena all'Olimpico l'esordio degli azzurri agli Europei del 2020, contro la Turchia. Decine di migliaia di tifosi in festa assiepati sugli spalti, una costante per questo tipo di eventi. Mercoledì invece l'Olimpico riaprirà i battenti, ma saranno ammesse solo 300 persone, protagonisti compresi. Lo prevede il rigido protocollo disposto dalla Federcalcio per la ripresa della stagione calcistica. Nello specifico, 46 calciatori tra titolari e riserve, 30 persone in totale tra i due staff in panchina, 4 match analyst, 8 delegati della società ospitante e 4 della società ospite, 4 ufficiali di gara e 3 al Var, 12 tra medici e personale sanitario, 6 per i servizi di pulizia, 45 rappresentanti delle forze dell'ordine, 6 raccattapalle rigorosamente maggiorenni, 2 delegati di Lega e 2 per l'Antidoping, 23 operatori tecnici per i servizi di stadio e 105 operatori dell'informazione (65 tecnici di produzione dei cosiddetti rights holder, 20 licenziatari delle tv, 10 fotografi e 10 giornalisti di carta stampata).

A vedere la finale di Coppa Italia non ci sarà il presidente della Repubblica e quasi sicuramente nessun altro rappresentante delle istituzioni. Lunedì la Lega comunicherà alcuni dettagli del protocollo di premiazione, ma l'esigenza è quella di rispettare strettamente le indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico. Solo una volta peraltro la massima carica dello stato ha saltato una finale da quando nel 2007 è stata cambiata la formula, portando l'ultimo atto proprio all'Olimpico di Roma: Mattarella fu assente all'edizione del 2018 e fu sostituito istituzionalmente dalla seconda carica dello stato, la presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati. In dieci giorni all'Olimpico si giocheranno tre partite: la finale di mercoledì, Roma-Sampdoria sette giorni dopo, e Lazio-Fiorentina sabato 27. Tutte rigorosamente in notturna (alle 21 la prima, alle 21,45 le altre due). Anzi, in queste settimane di ripartenza, tutte le partite previste all'Olimpico si giocheranno di sera, tranne una: Lazio-Sassuolo dell'11 luglio, in programma alle 17,15.

Come ha illustrato pochi giorni fa Diego Nepi, il direttore del parco del Foro Italico, alle telecamere di Sky, l'Olimpico è comunque pronto alle luci della ribalta, per quanto nella dimensione dimessa che l'emergenza anticovid obbliga a considerare. Nel servizio realizzato da Angelo Mangiante, Nepi ha fatto vedere le principali novità del maquillage a cui l'arena è stata sottoposta: come tutti gli impianti in cui si giocherà a calcio in Italia, anche l'Olimpico è stato diviso in tre macrozone, una che include tutto l'esterno dello stadio, una che abbraccia gli spalti e una che invece è limitata dal campo. Sin dall'arrivo si useranno tutte le precauzioni possibili: dal doppio ingresso pullman per l'arrivo delle squadre (un percorso, quello classico, passerà da viale dei Gladiatori e terminerà nel parcheggio sotterraneo, un altro transiterà direttamente dall'Olimpica e si esaurirà nel piazzale, e ovviamente gli orari d'arrivo dovranno essere diversi, dieci minuti dopo per la squadra di casa) alle temperature che saranno rilevate all'entrata a tutte le persone autorizzate ad entrare.

La zona spogliatoi è stata decisamente rinnovata, con tanti saluti alla sacralità del luogo: dov'era la stanza della fisioterapia è stato ricavata una seconda sala dove si spoglieranno le cosiddette "riserve", nello spogliatoio principale invece le sedute dei calciatori "titolari" sono state distanziate. Anche gli ufficiali di gara non potranno spogliarsi in un unico ambiente, ma in due separati. I locali saranno sanificati ovviamente prima e dopo l'utilizzo, con tanto di certificato di conferma. In campo staff tecnico e giocatori di riserva saranno distribuiti tra le panchine (otto persone, distanziate) e la parte più bassa delle tribune. Sugli spalti si siederanno invece i rappresentanti delle due società e gli operatori dell'informazione (gli 85 delle tv detentrici dei diritti e i 10 giornalisti di carta stampata), gli altri 10 fotografi saranno invece in campo. Tribuna principale a parte, il resto degli spalti saranno ovviamente deserti (al netto di qualche steward chiamato alla verifica dei protocolli di sicurezza). Sarebbe confermato che la Lazio stia valutando di riempire alcune file della tribuna con le sagome dei tifosi in cartonato, come hanno fatto in Germania alcuni club; la Roma invece sta prendendo in considerazione altre ipotesi, senza presenze virtuali, semmai con qualche gioco cromatico. In settimana si prenderanno le decisioni finali.