Pronti via. Di nuovo. Parte questa mattina alle 9.30 la seconda fase di allenamenti della Roma. Dopo le due settimane di ritorno a Trigoria, nel corso delle quali il gruppo si è dedicato al lavoro individuale, da oggi saranno consentite anche le sedute di gruppo. Sempre però mantenendo il distanziamento sociale e le necessarie regole di sicurezza imposte dal decreto governativo: in concreto cambia poco rispetto ai giorni precedenti. Per rispettare le norme del protocollo sanitario, i calciatori non potranno allenarsi tutti insieme sullo stesso campo. Non più divisi in tre gruppi però, ma in due, con facoltà di toccare il pallone, ma ancora senza partitelle, che imporrebbero marcature e quindi vedrebbero venire meno i precetti.

La squadra smaltirà il lavoro nel corso della mattinata, non prima però di essere sottoposta a un nuovo tampone. Il quarto per tutti i giocatori romanisti, da quando è cominciata l'emergenza Coronavirus. La misura precauzionale sarà gestita di concerto dallo staff sanitario del club con i professionisti del Campus Biomedico, la stessa struttura che ha garantito la prima fase di visite mediche dettagliate non soltanto per calciatori, allenatore e collaboratori tecnici, ma anche per tutto il personale che è tornato a lavorare al "Fulvio Bernardini" già da due settimane.

La sicurezza del centro sportivo è assicurata nei minimi dettagli fin dal primo giorno di ritorno degli uomini agli ordini di Fonseca. La foresteria ha fornito le trentasei camere singole che hanno fatto le veci dello spogliatoio. In ognuna di queste i calciatori hanno avuto modo di cambiarsi e fare le docce, rigorosamente separati, quindi ricevere i pasti preparati per ciascuno dal nutrizionista e confezionati in contenitori sterili.

Poi ognuno a casa propria. Programma che proseguirà invariato anche nei prossimi giorni. In casa giallorossa non è previsto alcun ritiro di gruppo per il momento: Dzeko, Zaniolo e compagni continueranno ad arrivare a Trigoria negli orari stabiliti per gli allenamenti, a sottoporsi ai controlli di rito e, concluso il proprio turno di lavoro, a rientrare dai propri cari seguendo ogni accortezza possibile. Almeno fino a quando non muteranno le regole dettate dal governo per gli sportivi professionisti. Che è poi il nodo sul quale verte la ripresa del campionato.