Dalla vita in quarantena alle esperienze internazionali in carriera, passando per un commento su Fonseca, Zaniolo e Pellegrini. Alberto Aquilani, oggi collaboratore tecnico di Iachini alla Fiorentina. ha rilasciato un'intervista ai microfoni di Roma Tv da casa sua toccando tutti questi argomenti. Ecco le parole dell'ex centrocampista giallorosso.

Come stai vivendo questo momento?
"È un qualcosa dal più giovane al più anziano si poteva aspettare. Probabilmente non capiterà mai più ma ci mette tutti alla prova. Noi stiamo bene, ma quando leggi certe notizie e capisci che c'è gente che soffre veramente tanto ti metti un po' nei loro panni e capisci la gravità della situazione. Un plauso va fatto ai medici, agli infermieri e a chi sta rischiando la propria vita per salvare quella degli altri. È un qualcosa di incredibile che deve far riflettere tutti. Siamo poco abituati alle cose che contano davvero, oggi abbiamo il tempo".

Cosa fai durante la giornata?
"Niente di così entusiasmante, cerco di fare sport anche rimanendo in casa, altrimenti mangi e basta. Poi vedo film, serie tv, la Playstation, videochiamate, parli di più con gente che chiamavi meno. Poi mangio, rimangio, poi ho scoperto Instagram. In questi giorni ho fatto qualche diretta, rimanendo in contatto con persone cui voglio bene".

Da allenatore ti ispiri a qualcuno?
"Io quando ho deciso di smettere di giocare sapevo di volermi lanciare in questa avventura. Ho avuto la fortuna di lavorare con grandi allenatori e quindi soprattutto gli ultimi anni della carriera ho approfittato per studiarli e imparare da tutte le culture. Mi sono fatto un'idea mia e ho iniziato dal l'under 18 con l'obiettivo di migliorare i ragazzi come calciatori e come uomini. Ora come collaboratore tecnico gli obiettivi sono diversi. Ho la fortuna di lavorare con Iachini che mi sta dando qualcosa di importante. Io come quando giocavo cerco un calcio propositivo, col fraseggio per tenere la palla sempre più dell'avversario. Poi ovviamente non puoi non pensare anche alla fase difensiva ma la mia idea è comunque di aggressività e costruzione".

Come Fonseca?
"Io quando mi chiedevano di Fonseca alla Roma ero sempre molto positivo. A me la scintilla è scattata quanto sono stato allenato da Jorge Jesus che è un tecnico portoghese e Fonseca l'anno in cui giocavo in Portogallo era al Braga. Quando Jesus ci parlava del Braga diceva di una squadra molto organizzata con un gioco molto simile al nostro allo Sporting. L'ho studiato da vicino e vedevo che era molto molto promettente".

Zaniolo?
"È un potenziale fuoriclasse. Anche lui ha una forza sulle gambe fuori dal normale per un calciatore della sua età. Mi ha impressionato dall'inizio, dalla partita di Madrid e non si vedeva la differenza tra lui e i giocatori più esperti. Lo sta portando avanti e quando hai queste doti innate ti viene tutto più facile. Quella forza che ha lui è genetica che viene probabilmente dal padre, non si impara. Poi abbina delle giocate da campione. Secondo me per diventare un top dovrebbe avere più continuità con più gol e assist, più giocare decisive per la squadra".

Su Pellegrini.
"Stravedo per lui come giocatore e come ragazzo. Ho sempre detto che è quello in cui mi rivedo di più perché ha le caratteristiche più vicine alle mie. Ora ha avuto qualche infortunio di troppo, e anche su quello mi assomiglia (ride ndr.). Però è un giocatore che è il presente e il futuro della Roma sicuramente".

L'emozione più grande in giallorosso?
"Sicuramente il gol al derby. Quella è la prima cosa poi potrei dirtene mille".