«Sta a gioca',sta agioca', sta a gioca' in trasferta, il Benevento sta gioca' in trasferta», non si èalzato il coro al Ciro Vigorito, in effetti, ma non c'è stata partita neanche sugli spalti. Si sentivano solo i sostenitori giallorossi della Roma, allo stadio e in televisione, con tutto il grande entusiasmo che li ha portati - sempre presenti - di giorno feriale in Campania per tifare la propria squadra. Una trasferta non considerata a rischio dall'Osservatorio sulle manifestazioni sportive, ma nella quale tuttavia i tifosi della Roma erano stati penalizzatiin quantola vendita era riservata solamente ai "fidelizzati" (tessera del tifoso Roma card e away).

Si è cantato sempre, lasciandosi andare negli ultimi (ma neanche tanto) minuti ai rituali cori delle partite "tranquille", quelli per "chiamare" il pallottoliere: sul 3-0 si cantava «4-0 perché no», sul 4-0 invece «5-0 perché no». Si sono sentiti,a onor del vero,anche i tamburi dei sostenitori del Benevento, con un buon tifo dal settore primo anello. Il Vigorito, generalmente, è uno stadio caldo, ci ha pensato però anche l'andamento della gara a raffreddare gli animi. I tifosi presenti nella curva romanista non hanno risparmiato i "colleghi" avversari, intonando i classici cori dei risultati acquisiti e dedicati a chi ha perso: «Ma che sete venuti a fa'», «Tornerete in Serie B» e «Se salutamo adesso». Se c'è stata una nota non proprio intonata è arrivata dalla macchina organizzativa:1.500 persone nel settore ospiti, non proprio il massimo farle passare per due soli tornelli (ma questo passa il convento degli stadi italiani, sempre più spesso), con lunghe file fuori dall'impianto. Alcuni tifosi sono riusciti ad entrare allo stadio solo a partita iniziata. A fine partita, infine, il deflusso dallo stadio è stato garantito attraverso delle piccole porte. Qualche disagio ma fortunatamente tutto si è andato liscio.