Carenze ambientali, igieniche ed infrastrutturali: l'impianto Tmb dell'Ama in via Salaria non convince i residenti e la politica comincia a muoversi. Verifiche da parte dei Carabinieri sono state chieste da Stella Bianchi (Pd). L'istanza è stata depositata nei giorni scorsi ai ministri Galletti, Lorenzin e Poletti.

L'impianto di trattamento meccanico-biologico (Tmb) di proprietà dell'Ama, situato in via Salaria 981 è da anni al centro di costanti proteste da parte dei cittadini residenti nella zona a causa dei miasmi e delle esalazioni provenienti dallo stesso che è di proprietà di Ama; si tratta di esalazioni che invadono,tra gli altri, i quartieri di Villa Spada, Fidene, Colle Salario, Nuovo Salario.Le ultime manifestazioni si sono svolte solo pochi giorni fa. I comitati sono da tempo sul piede di guerra e nel quartiere si respira un'aria di rivolta. Sono in molti ad auspicare addirittura la chiusura immediata dell'impianto. Le associazioni sindacali hanno più volte denunciato lo stato di abbandono dell'impianto e la totale assenza di ogni forma di manutenzione. Mancano al suo interno sistemi di aereazione e di aspirazione delle polveri adeguati e di copertura dei rifiuti, mentre la sala manovra non sarebbe pressurizzata e le norme di sicurezza non verrebbero rispettate. "Nel sito vengono trattati rifiuti indifferenziati attraverso procedure meccaniche e processi biologici con i quali la frazione di rifiuti umida viene separata da quella secca - si legge nella relazione prodotta dall'on.Stella Bianchi ed indirizzata al ministro Gian Luca Galletti - l'impianto non è in grado di smaltire rapidamente l'enorme quantità di rifiuti che viene conferita giornalmente, con la conseguenza che i rifiuti indifferenziati si accumulano all'interno del deposito trasformandolo a tutti gli effetti in una discarica. Va poi precisato che nell'impianto si svolge un lungo processo di fermentazione che dura 28 giorni. L'odore pestilenziale che si produce si diffonde nelle zone limitrofe densamente popolate, causando forti disagi, particolarmente forti per chi vive a ridosso dell'impianto che si trova a soli 50 metri dalla prima casa e a 150 metri dall'asilo".