No news good news, si dice in finanza e la regola vale ancora. Anche in un momento di stand-by come quello attuale per la trattativa per il passaggio di proprietà della Roma dalle mani di James Pallotta a quelle di Dan Friedkin. Da Boston a Houston senza passare dal via: sembrava fatta poche settimane fa, poi la due diligence si è prolungata per poter rispondere a tutte le domande sorte dopo una serie di situazioni. Prima fra tutte la più impellente, la più inattesa, per altro: l'emergenza sanitaria che sta investendo il mondo. Una pandemia, ci si è messo questo soprattutto tra Pallotta e Friedkin e in queste ore non si registrano novità apprezzabili.

La volontà non è certo cambiata per le parti, ma l'accordo sul fair value, cioè il giusto prezzo da pagare per acquistare la Roma, è destinato a cambiare per i nuovi eventi. Molto attento a ogni minimo cambiamento nel corso di questa lunga analisi, Dan Friedkin sa che il caos nel quale è finito lo sport mondiale (con tutti i ricaschi del caso su introiti e uscite impazziti) va valutato con estrema attenzione e richiederà ancora tempo in base all'evoluzione dei fatti. Motivo per il quale Pallotta è pronto a far fronte alla ricapitalizzazione prevista entro giugno, se non si dovesse arrivare in tempo al closing.