M'ama, non m'ama. Trasliamo ipoteticamente il concetto nel calcio. Diventa inevitabilmente gioca o non gioca. Cosa che da qualche partita a questa parte, diciamo da quando è finito il mercato di gennaio, fotografa alla perfezione la situazione con cui si stanno confrontando Carles Perez e Cengiz Under. Lì, sulla corsia destra offensiva, il catalano e il turco si stanno dividendo minuti, presenze e pure i gol, uno a testa. Quasi che Fonseca avesse deciso di metterli in concorrenza con la speranza che lo stimolo di non voler perdere il posto, possa trasformarsi in un vantaggio per tutta la Roma. Ci sono i numeri a certificare questo ormai consueto passaggio di consegne tra i due giocatori. Nelle ultime cinque partite, quattro di campionato e una di Europa League, Perez è stato in campo complessivamente 205 minuti, giocandone quattro partendo dalla panchina e una sola da titolare, intera, contro il Gent. Il turco è andato invece in campo per 183 minuti, partendo però tre volte da titolare in campionato (sempre sostituito dopo un'oretta di gioco), ma rimanendo in panchina fino al fischio finale nelle altre due partite (Gent e Atalanta).

Quindi, stasera, continuando a dare retta al gioca o non gioca, contro il Gent, in una decisiva sfida di ritorno dei sedicesimi di finale di Europa League, sarà il turno di Perez a ripresentarsi in campo da titolare. Cosa che gli era successa anche nella gara d'andata con i belgi, sfida in cui il ragazzino arrivato dal Barcellona, era sembrato l'esterno giusto al posto giusto per dare inizio alla convalescenza della Roma da una misteriosa malattia che in campionato l'aveva portata a perdere tre partite consecutivamente, allontanandosi in maniera più che preoccupante da quel quarto posto che vuole dire un futuro da Champions League. Suo il gol che aveva consentito ai giallorossi di ritrovare il sorriso della vittoria e mettere una piccola ipoteca sul passaggio del turno, ipoteca che si spera venga riscossa nei novanta minuti della gara di stasera in Belgio.

Seconda da titolare

Per il resto, in campionato Perez non è stato mai mandato in campo da titolare, quattro presenze, quattro volte da subentrante, l'ultima contro il Lecce, domenica scorsa, partita con i primi punti conquistati dai giallorossi da quando il catalano è sbarcato da queste parti. Punti che vogliono dire l'obbligo di riscatto da parte della Roma che dopo il milione di prestito, al Barcellona ora dovrà versarne altri undici per l'acquisto del cartellino. Meglio così, perché Perez che recentemente non ha spedito parole d'affetto nei confronti del Barcellona che non gli ha dato fiducia, in questi suoi primi passi in giallorosso, ha sempre dato l'impressione di essere un giocatore importante e con margini di miglioramento che possono lasciare spazio a un futuro da assoluto protagonista.

Decisivo in Europa

In particolare il catalano le sue risposte migliori le ha date in Europa, buon viatico per la sfida contro i belgi di stasera. Un dato lo spiega in maniera molto chiara. Nella sua ancora giovane carriera, Perez ha giocato due partite nelle coppe europee. Una in Champions League quando ancora vestiva la maglia del Barcellona e a San Siro matò l'Inter con un sinistro in diagonale che al solo pensiero fa ancora storcere la bocca ai tifosi nerazzurri. Una con la nostra maglia, i novanta minuti della sfida d'andata contro il Gent e il ragazzo ha concesso un graditissimo bis, ancora una volta con un piatto sinistro in diagonale, risultato poi decisivo per il risultato finale. Stasera, sempre per la regola immaginaria del gioca o non gioca, andrà in campo in Europa per la terza volta. Come è che dice il proverbio? Non c'è due senza tre. Non abbiamo mai troppo dato credito ai proverbi, ma fosse così siamo pronti a ricrederci.