Cinquantotto minuti, recuperi esclusi. Tanti ne ha giocati il ventunenne Carles Perez nelle due apparizioni con la maglia della Roma. Sufficienti, però, quei cinquantotto minuti, a far intravedere una luce nel buio di questo momento giallorosso. Perché il ragazzo catalano arrivato nientepopodimenoche dal Barcellona dove era arrivato a quattordici anni dalle giovanili dell'Espanyol, formula del prestito per diciotto mesi pagato un milione, poi obbligo di riscatto fissato a undici che possono aumentare in base ai bonus da quattro milioni e mezzo inseriti nel contratto, diritto di prelazione per un'eventuale rivendita riservato alla casa madre catalana, è sembrato già qualcosa più di un prospetto futuribile di ottimo giocatore, come peraltro se ne erano accorti i tifosi dell'Inter a San Siro dove Perez ha segnato il suo primo gol in Champions League.

Quindi ok prospetto, ma Perez è sembrato già un giocatore, pronto. Contro il Sassuolo poteva essere stato un episodio determinato dall'entusiasmo dell'esordio, ma la mezzora abbondante giocata all'Olimpico contro il Bologna, in una Roma che non era mai riuscita a capire la partita che stava giocando, è stata una conferma sulle qualità tecniche e fisiche di questo ragazzo preso con l'obiettivo di garantire maggiore concretezza al reparto offensivo a disposizione di Paulo Fonseca, un reparto in cui gli esterni offensivi non è che abbiano dato un gran contributo di gol. Forse sarà anche dipeso dal fatto che il resto dei compagni tutto stavano facendo meno che lasciare buone impressioni, ma il catalano ogni volta che ha avuto il pallone tra i piedi, ha sempre dato la sensazione di poter creare la giocata vincente e non c'è mancato molto perché bagnasse il suo esordio da romanista con un gol.

Gli indizi ovviamente e giustamente sono ancora pochi, ma certo Carles Perez perlomeno ha dimostrato di avere le spalle larghe e di non avere paura di prendersi le responsabilità, merce rara soprattutto in questa Roma che, derby a parte, nel nuovo anno si è sciolta come neve al sole. E la responsabilità era di quelle pesanti, visto che la Roma ha deciso di prenderlo nel momento in cui Nicolò Zaniolo è dovuto entrare in sala operatoria, conseguenza della rottura del legamento crociato nella partita di campionato contro la Juventus.

È vero, la società giallorossa aveva scelto Politano come erede del talento arrivato dall'Inter ormai quasi due anni fa, ma come si ricorderà il cambio in corsa della società nerazzura (leggasi Marotta) nello scambio con Spinazzola, ha costretto Petrachi e i suoi uomini a cambiare obiettivo. E si è andati subito su Perez, sapendo che ci poteva essere lo spazio per prendere il giocatore che, ora, a Barcellona, dopo l'infortunio di Dembele stanno rimpiangendo come ha dichiarato il nuovo allenatore dei catalani, Quique Setien («Se avessi saputo dell'infortunio di Dembele, non avrei dato il mio consenso alla cessione di Perez»).

Non è stata una trattativa semplice, i catalani volevano inserire nel contratto di cessione la clausola del diritto di riacquisto, Petrachi ha puntato i piedi e alla fine è riuscito a trasformare il diritto di riacquisto in un diritto di prelazione solo nel momento in cui la Roma decidesse di rivendere il ragazzo arrivato dalla Catalogna.

In campo

L'ex Barcellona sembra abbia convinto pure Fonseca. Che a Perez ha subito dato uno spazio importante, considerando che sulla fascia destra è vero che aveva perso Zaniolo, ma è anche vero che gli era tornato a disposizione Under. Solo che il turco, escludendo i novanta minuti del derby, non ha mai dato risposte positive, facendo una fatica enorme a riproporsi ai livelli che ce lo avevano fatto scoprire nella seconda parte della stagione del suo primo anno con la Roma. Contro Sassuolo e Bologna, Under non è mai riuscito a incidere.

E allora sabato prossimo quando la Roma andrà a giocarsi a Bergamo contro l'Atalanta le ultime o quasi speranze di agganciare il treno che porta in Champions League, toccherà al catalano provare a dare una mano a Dzeko nella fase offensiva. Sarà interessante scoprire come Fonseca deciderà di giocare, ovvero se con il modulo base, oppure porterà qualche cambiamento nello schieramento tattico della sua squadra.

In ogni caso Perez farà parte della formazione titolare della Roma per la prima volta. È piaciuto ai tifosi giallorossi nei due spezzoni di partita fin qui giocati, è piaciuto un po' meno per una serata in discoteca passata dopo la partita contro il Bologna. A Barcellona nessuno glielo avrebbe fatto notare, da queste parti, soprattutto quando le cose non vanno bene, non funziona così. Ora Perez farà bene a ballare in campo, per la Roma provando a tirarla fuori da una situazione che solo qualche settimana fa nessuno avrebbe immaginato di dover vivere.