Il passaggio di consegne che Florenzi gli aveva proposto la scorsa estate, subito dopo che Edin aveva rinnovato con la Roma, si concretizza con cinque mesi circa di ritardo. Con Alessandro in partenza per Valencia, ora è Dzeko il capitano designato della Roma: con quella fascia un po' così, che ha già indossato tante volte, sia nella passata stagione, sia in quella attuale, quando il numero 24 partiva dalla panchina. Stavolta i gradi sono ufficiali: perché è un leader nato, perché è il giocatore di maggior talento che la Roma abbia in rosa e il più esperto, ma anche perché il bosniaco è quello con la maggiore militanza in giallorosso.

Alessandro gli aveva offerto di diventare il capitano per la stagione 2019-20, ma lui aveva gentilmente declinato. Era giusto che un romano e romanista, cresciuto nel vivaio giallorosso, proseguisse la tradizione tenuta viva negli ultimi anni da Totti e De Rossi, ma con la partenza di Florenzi oneri e onori spettano a lui. Del resto il bosniaco non si è mai rifiutato di caricarsi la squadra sulle spalle, e la permanenza nella Capitale della scorsa estate ce lo hanno riconsegnato più carico e motivato che mai. Con la stessa carica guiderà, sabato sera, i suoi compagni nell'insidiosa trasferta del Mapei Stadium contro il Sassuolo: un avversario che riporta alla mente di Edin e dello stesso Ale ricordi dolci e altri amari, in un ideale passaggio di consegne nell'impianto in cui Daniele De Rossi ha giocato peraltro la sua ultima gara fuori casa con la Roma.

Il 26 ottobre 2016 la Roma di Luciano Spalletti espugna 3-1 lo stadio di Reggio Emilia con una doppietta di Dzeko e gol di Nainggolan: è il giorno in cui i giallorossi ritrovano Rudiger, cinque mesi dopo il crac del crociato. Ma è anche e soprattutto il giorno in cui va ko Florenzi, portato fuori in lacrime su una barella: il 24 ha subito chiara la diagnosi e la comunica a Spalletti. «È il crociato, mister». Da lì inizia un calvario durato un anno (in mezzo c'è una nuova rottura del legamento, a febbraio), che Ale si lascia definitivamente alle spalle il 1° ottobre 2017 con un gol a San Siro contro il Milan. Strade che si incrociano e si separano, per poi ricongiungersi idealmente al Mapei.

Dove Edin andrà a caccia del centesimo gol in giallorosso: avrebbe potuto raggiungere il traguardo già nel derby, se Strakosha non gli avesse negato la doppietta due volte. Ma quella corona Edin l'ha puntata, così come tiene di mira chi lo precede nella speciale classifica. Per bagnare la prima da capitano designato, non potrebbe esserci festa migliore. Alle sue spalle Ünder, Pellegrini e Kluivert (favorito su Perotti). In cabina di regia Veretout e Cristante, poco più dietro Smalling e Mancini; puntano alla conferma dopo l'ottima prova nel derby sia Santon sia Spinazzola, ammesso che Fonseca voglia rinunciare di nuovo a Kolarov. Ieri, nella seconda seduta settimanale di allenamento, ancora differenziato per Mkhitaryan (eletto miglior giocatore armeno dell'anno per la nona volta), a questo punto difficilmente arruolabile per sabato sera.