È un arrivederci, ma odora d'addio. Alessandro Florenzi concluderà questa stagione con la maglia del Valencia. Questa mattina è volato in Spagna, visite mediche, ufficialità, poi avrà davanti cinque mesi con vista sull'Europeo e una nuova scelta da fare.

Perché il prossimo trenta giugno scadrà il prestito con cui è stato trovato l'accordo con il Valencia per il trasferimento del Capitano giallorosso. Che l'accordo fosse nell'aria, si era capito già nella serata di martedì quando, più di una fonte, garantiva che per Florenzi il futuro avrebbe fatto rima con la Liga, nella squadra in cui parecchi anni fa si trasferì Amedeo Carboni, un altro Capitano della Roma, oltre che esterno basso, anche se all'epoca si parlava più che altro di terzino.

Va in prestito

Così è stato. Anche se con un accordo diverso da quello che era trapelato due giorni fa, quando si era parlato di una cessione a titolo definitivo: prestito fino a giugno, poi obbligo di riscatto fissato intorno ai tredici milioni (più tre di bonus), cifra che nell'esagerato mercato di questi anni, sembrava francamente troppo bassa considerando carriera, esperienza, qualità, maglia azzurra di Florenzi.

La fumata bianca, dopo una notte di riflessioni di tutte le parti in causa, è arrivata quando il sempre elegante procuratore del giocatore, Alessandro Lucci, ieri si è ripresentato a Trigoria. Sapendo che il Valencia non era intenzionato a dire sì alla formula con l'obbligo di riscatto.

La quadra, allora, è stata trovata con il prestito secco fino al prossimo trenta giugno, poi si vedrà. Formula che potrà sembrare pure penalizzante per la Roma, ma che in realtà un paio di vantaggi li garantisce alla società giallorossa.

Il primo è che con un Florenzi in campo con continuità e, soprattutto, con qualità (il Valencia giocherà anche gli ottavi di Champions League, avversaria sarà l'Atalanta), il prezzo del cartellino tra cinque mesi tornerebbe a essere almeno superiore ai venti milioni.

Il secondo è che ci sarà un risparmio sul monte ingaggi valutabile oltre i due milioni di euro lordi. Per Florenzi le ultime quarantotto ore non sono state facili da vivere. La Roma è sempre stata la sua casa, a parte un anno di esilio volontario a Crotone, è legatissimo a squadra e città, ma di fronte alla certezza di non avere più lo spazio che aveva sempre avuto, ha accettato e suggerito l'idea di ripartire in un'altra squadra, in un campionato diverso, in un ambiente che non fosse prevenuto nei suoi confronti come, invece, in parte è stato negli ultimi tempi a Roma.

Difficile ora dire cosa succederà alla fine di questa stagione. Perché il prestito secco dice che il prossimo primo luglio il numero ventiquattro giallorosso tornerà a essere un giocatore della Roma. Ma per tutto quello che è successo, sembra al momento problematico immaginare un suo ritorno a Trigoria. Come è stato problematico il suo addio ieri. I bene informati raccontano di emozioni forti negli spogliatoi con un Florenzi che ha salutato tutti, ovviamente anche Fonseca e il suo staff, prima di lasciare Trigoria per tornare a casa e preparare le valigie.

Le parole

Inevitabile che ad attenderlo ci fossero anche telecamere, taccuini, microfoni e registratori. Quando il ventiquattro è uscito da casa, è stato intercettato dalle telecamere di Sky e gli è stato chiesto se volesse dire qualcosa: «Non sono pronto emotivamente a parlare, ragazzi, lo farò quando arriverà il momento. Chiedo soltanto un po' di rispetto. Ai tifosi della Roma avrei tante cose da dire».

Queste le poche parole rilasciate dall'ormai ex Capitano della Roma, la fascia adesso molto probabilmente finirà a Dzeko. Parlerà nei prossimi giorni, dopo che sarà conclusa tutta la vicenda e ci sarà stata la firma sul contratto di cinque mesi che lo legherà al Valencia. È probabile che il giocatore possa decidere di far sentire la sua voce attraverso i suoi profili social dove è possibile attenuare le emozioni.

Le poche parole di ieri, del resto, non hanno fatto altro che confermare il difficile momento che sta attraversando Florenzi. Più distaccato, ovviamente, è stato il suo procuratore Alessandro Lucci: «Alessandro è tranquillo ed è la cosa più importante. Il presente ci dice che questa è la scelta migliore per tutti, fatta con grande serenità. La trattativa? È un vecchio feeling che il Valencia ha con Alessandro. Della formula ne riparleremo più avanti con calma, ora deve giocare e divertirsi. È un arrivederci».

Non resta che attendere la fine della stagione per capire se sarà stato un arrivederci piuttosto che un addio. Per ora a Florenzi si può solo augurare la miglior fortuna per questa avventura che si prepara ad affrontare lontano da Roma e dalla sua Roma. Del resto non c'erano più le condizioni per andare avanti. Florenzi voleva giocare, ha scelto Valencia per farlo. Poi, domani, è un altro giorno, si vedrà.