Inizia il Festival di Sanremo e tutti - anche gli snob - butteranno un occhio alla televisione. Perché Sanremo è Sanremo, la festa nazional-popolare per eccellenza. Saranno in tanti i romanisti sul palco dell'Ariston, a partire da due personaggi molto importanti: il direttore artistico Claudio Baglioni e Pierfrancesco Favino, che condurrà il Festival insieme a Michelle Hunziker. Se guardiamo alla storia di Sanremo con gli occhi della Roma, sono numerosi i momenti e i personaggi che hanno avuto a che fare con i colori giallorossi.

  

1. Il "Reuccio"

Claudio Villa vanta assieme a Domenico Modugno il record di vittorie al Festival di Sanremo. Il "Reuccio" è stato un grande tifoso romanista e per la Roma ha composto anche un inno, chiamato "Forza Roma". Il cantante trasteverino ha vinto quattro edizioni del Festival (1955, 1957, 1962 e 1967). Al Festival è connessa anche la sua morte, che Pippo Baudo annunciò in diretta durante l'edizione 1987.

     

2. Renato Rascel

Nel 1960 Renato Rascel vinse la sua prima e unica edizione del Festival assieme a Tony Dallara con "Romantica". Nonostante fosse nato a Torino crebbe a Borgo Pio, stesso quartiere di nascita del primo capitano romanista, Attilio Ferraris IV. A Rascel è attribuita la celebre frase "La Roma non si discute, si ama": nel maggio del 1951 gli arrivò la notizia della prima e unica retrocessione giallorossa della storia, allora poco prima dell'inizio si rivolse alla platea e disse: "Signore e signori, da questo momento la Roma è in Serie B ma la Roma non si discute, si ama. Forza Roma!". E fu sommerso dagli applausi. 

   

3. Ti ricordi montagne verdi?

Nel 1972 Marcella Bella portò al Festival "Montagne Verdi". Dalla canzone, che si classificò settima, negli anni duemila nacque il famoso coro della Curva Sud "Passa il tempo cambia la gente...".

   

4. Voglia di stringersi un po' & Tutti allo stadio

Nel 1981 Sanremo regalò ben tre "perle" ai tifosi giallorossi. Luca Barbarossa, grande tifoso romanista che partecipa all'edizione 2018 con un brano in romanesco, portò la splendida "Roma spogliata", che arrivò terza. Loretta Goggi arrivò invece seconda con "Maledetta Primavera", da cui nacque il coro-cult "Voglia di stringersi un po'...". La quinta classificata fu invece "Sarà perché ti amo" dei Ricchi e Poveri, che ha dato vita al coro "Tutti allo stadio per sostener la Roma"

   

5. Sanremo 1983

Vale la pena menzionare anche Sanremo 1983, cioè quello che precedette di pochi mesi la conquista del secondo Scudetto romanista. Vinse Tiziana Rivale con "Sarà quel che sarà", ma quell'edizione rimase famosa perché "Vita spericolata" di Vasco Rossi arrivò penultima. Durante l'ultima serata, mentre stava cantando, lasciò il palco rivelando che i cantanti si esibivano in playback. 

   

6. Quello che i romanisti non dicono

L'edizione 1987 vide la partecipazione di Fiorella Mannoia con "Quello che le donne non dicono", che negli anni scorsi è diventata il coro "Questa è la nostra malattia...". Vinsero il Festival Gianni Morandi, Enrico Ruggeri e Umberto Tozzi con "Si può dare di più", nata dall'esperienza della Nazionale cantanti, di cui divenne l'inno. 

   

7. Sanremo 2001

Veniamo ad un'altro Sanremo che si lega alla Roma Campione d'Italia. L'edizione 2001 fu presentata da Raffaella Carrà - altra che alla Sud ha donato numerose melodie -  e vinta da Elisa, ma rimase famosa per due avvenimenti. Il primo fu l'esibizione di Eminem come ospite:si temeva che il rapper americano potesse scandalizzare il pubblico sanremese, ma invece lo fecero i Placebo: il cantante Brian Molko spaccò la chitarra su un amplificatore mettendo in imbarazzo Megan Gale e la stessa Carrà.

   

8. 2002: Salirò... Con l'Aeroplanino

All'edizione 2002 prese parte Daniele Silvestri. Il cantautore, romano e romanista, portò il suo grandissimo successo "Salirò". Il sipario sull'Ariston calò il 9 marzo... Il giorno dopo la Roma batté la Lazio 5-1 con quattro gol dell'Aeroplanino. 

    

9. Le due apparizioni di Totti

Sono due le partecipazioni al Festival del numero 10 giallorosso. Una l'anno scorso, quando Totti si intrattenne con l'amica Maria De Filippi e con Carlo Conti. La prima, esilarante, nel 2006: durante la sfida di Champions col Bruges i tifosi giallorossi avevano sbeffeggiato gli avversari copiandogli il coro "po po po" su "Seven nation Army" dei The White Stripes. Il coro divenne ben presto famoso con l'aggiunta di un epiteto per i tifosi laziali e Totti provò a replicarlo all'Ariston, sbagliando però totalmente l'intonazione. Quel canto, poi, divenne l'inno non ufficiale dell'Italia Campione del Mondo 2006. 

   

10. L'edizione 2018

Anche questa edizione del Festival sarà colorata di giallorosso. Lo sarà a partire dal direttore artistico, Claudio Baglioni, che a un coro della Roma ha dedicato addirittura un album. Si tratta di "Ale oh oh" e nel 1996 alla rivista "La Roma" descrisse così la genesi di quel titolo: "Questo canto è stato creato dalla tifoseria romanista. Lo sentii per la prima volta durante un concerto al Palaeur, e fu bellissimo. Pensai a due mondi, quello dello sport e quello della musica, che cominciavano ad incontrarsi". Nello stesso numero di "La Roma" uscirono anche le foto di circa un decennio prima che ritraevano Baglioni a Trigoria assieme a Falcao. A condurre il Festival 2018 sarà invece Pierfrancesco Favino, romanista sin dalla nascita che all'addio del numero 10 ha dedicato una poesia, "Io c'avevo un re": Tornamo a casa, so' le 9 e mezza. Non c'ho voja de magna', m'ha preso ‘na tristezza! / De che sei triste? Come ma de che? Nun c'ho mai avuto un regno, ma io c'avevo un Re. / E oggi m'ha abdicato. Sto tempo ce cojona, è ‘n attimo, ‘n t' accorgi e via! Giù la corona. [...]. Anche tra i big in gara ci sono tifosi giallorossi, come Max Gazzè, Luca Barbarossa e Noemi