Vedi alla voce "professionista": nell'uso comune - si legge sulla Treccani - chi svolge la propria attività lavorativa, qualunque essa sia, con particolare abilità e competenza. Leonardo Spinazzola, domenica pomeriggio a Marassi, ha dimostrato questo: di saper svolgere bene, se non benissimo, la professione per cui viene pagato.

E nonostante la settimana sia stata complicata a livello personale, il numero 37 ci ha tenuto a precisare che «non sono questi i problemi». Non è un problema se per tre giorni di fatto sei un giocatore dell'Inter, inserito in uno scambio che aveva riportato Politano a Roma, ed essere poi rispedito al mittente come un pacco (in senso metaforico e letterale). Leo ci ha corso su, e a fine partita - probabilmente la sua migliore in giallorosso - ci ha anche riso su. «Sono tornato pieno di rabbia per quello che era stato detto - le sue parole a fine partita - Mi hanno fatto passare per difettoso».

Ferito nell'orgoglio, il professionista può rispondere in una sola maniera: smentendo sul campo quanto detto e scritto sul suo conto. E magari, a corredo di una prestazione ottima, arriva anche la ciliegina del gol. Facciamo mezzo, visto che la compartecipazione di Biraschi è determinante per il raddoppio giallorosso a Genova, ma tanto basta per ripartire.

I meme si sprecavano durante i surreali giorni intercorsi tra la sua partenza e il suo ritorno, ma domenica sera l'oggetto dell'ironia erano gli interisti, non Spinazzola. Rotto a chi? «Ho giocato alla Juventus, all'Atalanta, in Nazionale: allora i medici, i dirigenti e i presidenti sono tutti incompetenti?», ha fatto presente domenica sera. Un chiaro messaggio a Beppe Marotta che peraltro - come ha sottolineato Petrachi prima della gara di Marassi - lo aveva già portato a Torino.

Una frecciata che si aggiunge a quella lanciata sabato da Antonio Conte: destinatario, lo stesso dirigente nerazzurro. «Era stata fatta una scelta tecnica e i calciatori erano d'accordo: io ero rimasto a quella - le parole del tecnico salentino - Per altre questioni dovete chiedere alla società». Marotta, dal canto suo, si è arrampicato su specchi semantici di difficile comprensione, per non definirle per ciò che sono, vale a dire autentiche "supercazzole". Ma chi è causa del suo mal pianga se stesso. Spinazzola, invece, se la ride, corre, crossa e si comporta per ciò che è sempre stato: un autentico professionista. Un atleta.

E quindi, da ex di turno, domani sarà con i suoi nuovi vecchi compagni a Torino per i quarti di finale di Coppa Italia, un obiettivo a cui squadra, tecnico, società e tifosi tengono molto. Con Florenzi e Kolarov di nuovo a disposizione, è probabile che Leonardo si accomodi in panchina. A meno che il derby imminente non spinga il tecnico portoghese a concedere ulteriore riposo al terzino serbo. Di certo gli impegni, da qui a maggio, sono tanti e richiederanno l'impegno di tutti.

Lo ha detto anche Dzeko nel dopo-partita di Marassi: l'unione fa la forza, e la forza sta nel gruppo. A breve tornerà anche l'Europa League, torneo in cui la Roma può e deve arrivare il più avanti possibile, e in campionato il quarto posto è ampiamente alla portata. Spinazzola, interista per tre giorni, è un prezioso jolly a disposizione di Fonseca: può giocare su entrambe le corsie e, in caso di emergenza, anche da esterno alto. Vista la sfortuna in termini di infortuni, tornerà di certo utile e saprà farsi trovare pronto. Perché forse non sarà Roberto Carlos, ma è un professionista vero.