Il piano di volo è pronto. La torre di controllo dell'aeroporto di Houston è già stata avvertita. Le valigie sono soltanto da chiudere. Dopo, decollo, rotta su Fiumicino (o Ciampino), alla cloche di uno dei suoi jet, Dan Friedkin, a bordo il figlio Ryan e una serie di consulenti (anche Pallotta arriverà quel giorno a Roma?), l'appuntamento è a Trigoria dove l'imprenditore texano nato in California si presenterà da nuovo proprietario della Roma. C'è soltanto da decidere quando partire: magari prima della sfida contro la Juventus all'Olimpico, dodici gennaio? O, forse in occasione del prossimo derby, ventisei gennaio? Oppure anche prima, nei primi giorni del prossimo anno?

Di sicuro, comunque, è che il pilota Friedkin partirà. Perché, come peraltro certificato anche dal comunicato notturno della società giallorossa, l'affare di fatto è ormai concluso, l'offerta da oltre ottocento milioni è stata accettata da James Pallotta (il guadagno per lui e i suoi soci non supererà i cento milioni di euro), si devono mettere a punto soltanto le modalità di pagamento (quando cominciare e con quali scadenze), fare un'ulteriore, approfondita due diligence e poi stilare i contratti relativi alle dodici società che costituiscono la galassia Roma. Questione di qualche settimana e poi sarà tutto definito, Pallotta saluterà e Friedkin sarà il nuovo proprietario del club. All'inizio con lo stesso management, unico cambiamento nell'immediato sarà il figlio Ryan che pare destinato al ruolo di presidente. A meno che Dan non voglia farlo lui, retrocedendo, si fa per dire, il pargolo, nel ruolo di amministratore delegato in coppia con l'attuale Ceo Guido Fienga.

Il futuro

Il gruppo di mister Friedkin, almeno per quel poco che filtra, è intenzionato a rimanere a lungo nella Roma e, allo stesso tempo, alimentare gli altri interessi del gruppo, cioè turismo e cinema (pensate per esempio agli studios di Cinecittà). Dopo aver fatto grandi fortune con il marchio Toyota, le società di Friedkin hanno diversificato gli investimenti avendo un occhio particolare nel cosiddetto entertainment, per noi profani intrattenimento. E sbarcare in Europa, in una capitale come Roma che può vantare una storia unica e straordinaria, a Houston sono convinti possa essere il volano giusto per ampliare prospettive, business, ricavi. La notizia dell'arrivo di un nuovo imprenditore americano al timone di comando, ovviamente a Trigoria e via Tolstoj ha accelerato i battiti cardiaci di molti, magari accendendo qualche discussione a livelli alti. Di sicuro ora si può dire che Franco Baldini, peraltro legato a Pallotta da un contratto di consulenza con la Raptor, uscirà definitivamente dalla Roma. Per tutti gli altri, a breve termine non cambierà niente, eventualmente qualche cambiamento è ipotizzabile alla fine della stagione calcistica. E questo vuole dire che la tachicardia di molti andrà avanti per mesi.

Pallotta

Rimane o no nella Roma, ovviamente con una quota di minoranza? È uno degli interrogativi più gettonati di queste ore. Dopo averci lavorato per ventiquattro ore, la risposta che azzardiamo è quella che Pallotta sarebbe intenzionato a uscire del tutto dalla società giallorossa. Al massimo, per quello che ci risulta, potrebbe rimanere con una quota intorno al tre per cento, cioè quel tre per cento che ha da solo nella As Roma Spv Llc, una scelta che ci dicono sarebbe soprattutto d'affetto. In realtà il bostoniano pare intenzionato a rimanere nel calcio. Non più in Italia dove ha capito che è un mondo molto diverso dal suo, ma in Inghilterra. Ci sono infatti rumors che vorrebbero Pallotta intenzionato ad acquistare un club inglese. Non di Premier, ma di Championship, ovvero la loro serie B, torneo peraltro bellissimo e in cui militano club con una grande storia alle spalle. Tra questi il Leeds, in passato di proprietà di Massimo Cellino ora di un altro italiano, Andrea Radrizzani, tecnico el loco Bielsa. Pallotta dicono potrebbe diventarne il nuovo proprietario. Del resto consulente e direttore di tutto già ce l'ha, chi se non Franco Baldini?