Di nuovo Mkhitaryan, quasi tre mesi dopo l'ultimo gol. La rete questa volta è arrivata in trasferta, dopo il primo acuto casalingo contro il Sassuolo. L'armeno è tornato ed è stato subito decisivo con il gol del 3-1 che hai chiusa la gara del Bentegodi contro il Verona: «Sto bene, mi è mancato giocare per la squadra, due mesi fuori sono troppi. Mi dispiace essermi infortunato ma sono contento di stare bene - ha detto, in italiano, ai microfoni di Roma Tv - Penso che era troppo importante vincere oggi, abbiamo conquistato tre punti anche senza giocare benissimo, ma la vittoria era troppo importante». I

l suo ingresso è stato importante in un finale in cui la Roma è apparsa spesso in affanno. Ha rilevato un avulso Cengiz Ünder, apparso in affanno sotto la pressione costante dei gialloblù: «Sapevamo che giocavano in modo aggressivo e duro, abbiamo analizzato molto bene l'avversario e abbiamo fatto quello che dovevamo fare». Il suo ritorno offre a Fonseca un'arma in più sulla trequarti visto che nelle cinque gare disputate in Serie A ha realizzato due gol e un assist: «Il campionato è ancora lungo e dobbiamo fare di tutto per vincere le partite, e si può fare solo ascoltando quello che ci chiede il mister».

Il tecnico sembra veramente essere riuscito ad entrare nella testa dei giocatori, anche mettendoli tutti a loro agio in campo: «Mi sono ambientato bene per merito mio, del mister e dei compagni. Tutti i giocatori pensano allo stesso modo, nella stessa direzione. Non è stato un problema giocare da trequartista dietro a Dzeko o giocare da centravanti nel finale». La vittoria di Verona, fatta con la forza del gruppo, ha rinsaldato ulteriormente il feeling tra Fonseca e i suoi giocatori. Così Mkhitaryan scherma i segreti del suo allenatore dribblando le domande dello studio televisivo di casa come fa con gli avversari in campo: «Non devo dirli in televisione, non voglio svelarli agli avversari. Devono rimanere nello spogliatoio. A fine stagione parleremo delle qualità del mister».