Aveva dunque ragione Il Tempo che nell'edizione del 24 ottobre scorso aveva anticipato l'interesse per il pacchetto di maggioranza della As Roma da parte del gruppo che fa capo al finanziere statunitense Dan Friedkin: l'affare è addirittura ormai prossimo alla conclusione perché le volontà dell'acquirente e di James Pallotta, proprietario del pacchetto di maggioranza delle azioni del club, si sono incontrate e dunque è probabile che a breve la trattativa possa concludersi. Ma con una sorpresa: perché una delle condizioni poste da Friedkin è che Pallotta resti comunque nella società con una quota significativa di azioni. Se dunque tutto andrà come deve andare, e se a seguito della due diligence nella quale sono impegnati da giorni Fienga e Bob Needham (Ceo di Raptors), fronte Roma, e gli emissari di Friedkin (tra cui lo stesso Dan, ripartito proprio ieri sera per Houston) non discenderanno sorprese, molto presto la Roma avrà un nuovo azionista di maggioranza, ma Pallotta resterà nel board con specifiche competenze soprattutto sul fronte del progetto del nuovo stadio. E questo potrebbe significare che anche l'attuale governance societaria, con Fienga Ceo e amministratore delegato e Petrachi direttore sportivo, Rogers alle strategie e Zubiria supervisore di tutta l'area sportiva, potrebbe essere confermata almeno lungo tutto l'arco della stagione sportiva appena cominciata.

La notizia è esplosa fragorosamente dopo che tre quotidiani hanno ripreso ieri le anticipazioni del Tempo, aggiungendo che la trattativa in queste ultime ore si è fatta serrata. Così, su richiesta della Consob, la Roma è stata costretta a ufficializzare l'esistenza di una due diligence attraverso questo comunicato: «Su richiesta di Consob, con riferimento ad alcune indiscrezioni apparse in data odierna sugli organi di stampa in relazione ad una possibile acquisizione delle partecipazioni di As Roma Spa da parte di potenziali investitori, As Roma SPV LLC, società che detiene il controllo indiretto di As Roma Spa tramite la sua controllata Neep Roma Holding Spa, informa che sono in corso dei contatti preliminari con potenziali investitori al fine di permettere loro di valutare l'opportunità di un possibile investimento in As Roma SPV LLC. In caso di perfezionamento di accordi aventi ad oggetto il trasferimento delle partecipazioni detenute in As Roma Spa, As Roma SPV LLC fornirà adeguata informativa al Mercato nei termini di legge». Tradotto in termini più comprensibili: stiamo trattando, ma non c'è ancora nulla di certo. Sulle cifre ad esempio non ci si può sbilanciare: insider molto vicini al presidente Pallotta confermano che la richiesta per la cessione totale del pacchetto di maggioranza è vicina al miliardo di euro. «One billion dollars», per dirla all'americana. C'è però chi sostiene che la trattativa sia stata intavolata considerando il valore del club intorno agli 800 milioni di euro (in termini tecnici, enterprise value). Se fosse così, se Friedkin volesse acquisire la maggioranza delle azioni in capo a Pallotta, dovrebbe spendere una cifra di poco superiore ai 400 milioni di euro, anticipando magari l'intera quota dell'aumento di capitale appena deliberato (150 milioni) per poi versare in una seconda tranche il resto dell'investimento. Va poi considerato che resta in capo agli eventuali acquirenti del club una posizione debitoria di quasi 270 milioni di euro. Le cifre sono più o meno queste, resta da capire quali saranno gli accordi e quante azioni passeranno di mano.

Tra Londra e Roma

La partita in questi giorni si sta giocando a Londra per la parte decisionale (Jp Morgan è l'advisor dell'acquirente, ma gioca un ruolo importante anche per il venditore), ma è a Roma che si stanno studiando i dossier ormai da più di una settimana. Da qualche giorno infatti il Ceo di Raptor Group (la banca d'investimenti di Pallotta) Bob Needham è a Roma ed in costante contatto con Guido Fienga, Ceo e neoad della Roma. Mentre il potenziale nuovo proprietario del club, Dan Friedkin, è ripartito appena ieri sera da Ciampino per Houston, lasciando in Italia un sostenuto gruppo di suoi emissari che continueranno nelle prossime ore la due diligence. Pallotta aveva provato a coinvolgere il manager americano già in un precedente aumento di capitale. Stavolta ha ricevuto la manifestazione d'interesse per l'intero capitale delle azioni e ha approfondito la questione. Non risulta invece coinvolto nel progetto Franco Baldini, il consulente dell'attuale proprietario. Proprio oggi peraltro Baldini partirà per il Sudafrica per il consueto buen ritiro invernale: le date della sua partenza e della possibile cessione della Roma coincidono in maniera sinistramente significativa.

Restano da capire le potenzialità finanziarie del possibile nuovo proprietario della Roma.. Di sicuro l'affare rischia di scatenare nuovi appetiti intorno alla Roma. Ieri il titolo in Borsa è stato sospeso per eccesso di rialzo (era schizzato ad una variazione positiva del 16%), confermando un trend che proprio nelle ultime settimane era stato decisamente positivo. A Rete Sport è intervenuto ieri anche uno dei massimi esperti di economia calcistica, il giornalista del Sole 24 Ore Marco Bellinazzo: «Il gruppo Friedkin non avrà la forza di proporre sponsorizzazioni interne come ha fatto Suning con l'Inter, ma darebbe maggior valore a Pallotta dal punto di vista immobiliare. È un investitore che ha le idee chiare sullo sviluppo di un'azienda legata al turismo. Roma sarebbe una piazza ideale per le sue attività». Non resta che aspettare.