Ne ha parlato il presidente della Roma James Pallotta a Londra, nel convegno "Leaders in Sports", di stadio. Dello stadio che sarà, soprattutto. E ne stanno parlando ancora le componenti deputate a seguire l'iter burocratico, dopo il completamento della Conferenza dei Servizi che ha prodotto il verbale dell'opera. Scaduti ieri a mezzanotte i pareri in merito al documento e oggi si avrà un quadro più chiaro di cosa è arrivato o meno in Regione (in assenza di ricezioni sarà operativo il principio del silenzio assenso). Il Comune di Roma dovrà quindi adottare con delibera il documento prodotto dalla Conferenza. Un'adozione che conterrà al proprio interno anche la variante al Piano Regolatore Generale. E qui si fa la differenza: secondo le prescrizioni i proponenti sarebbero costretti ad aspettare un tempo non inferiore ai 60 giorni, con i primi 30 giorni dedicati alla pubblicazione del testo del verbale e della variante negli uffici del Comune e i secondi 30 dedicati alle "letture" di cittadini, enti o associazioni per presentare eccezioni o semplici considerazioni alla variante. Ma il carattere d'urgenza del progetto potrebbe dimezzare i tempi, anticipando e non poco il momento della posa della prima pietra. Se nell'iter, infatti, si inserisse un cambio di giunta regionale (possibile per via delle elezioni di marzo) saremmo in presenza dello scenario inverso, cioè si allungherebbero se non altro per i motivi tecnici di un nuovo insediamento, con notevoli ritardi sul seguito della procedura, che già di per sé prevederà altri quattro step: convenzione urbanistica, ritorno in Regione, bandi per le opere pubbliche e smaltimento e bonifica.