Domenica scorsa ha fatto 90 anni. Campo Testaccio, diviso tra mito e cronaca, è ancora una ferita aperta nel tessuto urbano della città e nella memoria collettiva dei tifosi della Roma. Ma per quello che oggi è solo un cratere incastrato tra via Zabaglia e via Marmorata sono settimane calde: nei prossimi mesi passerà dal Comune al Municipio e inizierà la sua nuova vita, quella che da problema lo trasformerà in opportunità. L'opportunità per le istituzioni politiche romane di risolvere un problema decennale. Novant'anni dopo il primo fischio d'inizio nell'unico stadio di proprietà della storia della Roma, siamo tornati a parlare con uno dei principali artefici di quella che dovrà essere la sua rinascita: l'assessore allo sport del Comune di Roma, Daniele Frongia.

Sono passati 90 anni dalla prima partita giocata a Campo Testaccio. Un traguardo che si colloca in un periodo in cui la situazione dello storico impianto sembra finalmente essersi sbloccata. Vuole descriverci lo stato attuale dei lavori?
"Attualmente è in corso la procedura per l'avvio del progetto pilota di scambio di terre da rifiuti a materia prima seconda, grazie al proficuo lavoro di concerto con il Dipartimento alla Sostenibilità Ambientale; sono inoltre previsti, grazie allo stanziamento di circa 250 mila euro, ulteriori lavori di bonifica e parziale messa in sicurezza degli spazi".

A settembre ha annunciato che Testaccio sarà un progetto pilota per il riutilizzo delle terre di altri cantieri. Quali tempistiche prevede per la consegna al Municipio dell'area dopo il parziale reinterramento?
"Il Dipartimento Sport e Politiche Giovanili, che sta curando il progetto, mi ha assicurato che i lavori verranno terminati entro la fine dell'anno, a seguito dei quali, come già stabilito dalla nuova classificazione degli impianti capitolini e in più occasioni richiesto a gran voce dai residenti, dal Municipio stesso e dalle associazioni di quartiere, l'impianto sportivo verrà consegnato al Primo Municipio".

Il piano prevede la realizzazione di un progetto transitorio che renderà fruibile parte dell'area in tempi relativamente brevi. È stato deciso in cosa consisterà esattamente?
"I dettagli del progetto, evidentemente, passeranno per le mani del Municipio che lo prenderà in carico a breve. Immagino che possiamo essere tutti d'accordo nell'affermare che, in quanto transitorio e fruibile in tempi brevi come da voi sottolineato, non potrà che trattarsi di allestire l'ex campo da gioco con piccole strutture, che potrebbero essere panchine, giochi per bambini o piccoli allestimenti sportivi, per far sì che la cittadinanza possa accedervi e goderne".

Per quanto riguarda il progetto finale, ci sono delle linee guida condivise tra il Dipartimento Sport e il Municipio per ciò che riguarda la sua sistemazione definitiva?
"La linea sempre condivisa nelle varie riunioni e dibattiti, anche aperti alla cittadinanza, che ci hanno visto protagonisti congiuntamente come Roma Capitale e Municipio, è quella di lasciare alla struttura la sua valenza storica in ambito sportivo. Sono certo, dunque, che il Municipio farà quanto in suo potere per conferire nuovamente a Campo Testaccio l'ambito che più gli compete: quello di essere un impianto sportivo dedicato al calcio a 11".

Se abbiamo ben capito, saranno a carico dell'assegnatario anche i lavori di realizzazione del centro sportivo, in quanto riceverà un terreno parzialmente bonificato e reinterrato ma privo delle strutture sportive. Ce lo conferma?
"Certamente, l'assegnatario potrà gestire la struttura in maniera autonoma, sia in ambito decisionale che economico, senza interferenze da altri enti, così come è normale e corretto che sia».

Si sente in grado di garantire che il campo di calcio, che è l'unico pubblico del Primo Municipio, sarà fruibile e accessibile agli abitanti del rione e agli alunni delle scuole adiacenti?
«Mi sento di affermare che l'interesse di questa Amministrazione è questa, così come ho sempre dichiarato. Lo stesso ha affermato il Municipio e non ho motivo di dubitarne: la nostra fiducia sarà stata sicuramente ben riposta".

Il progetto che anni fa prevedeva la costruzione di un nuovo centro sportivo, con il famoso parcheggio interrato, comprendeva anche la porzione di terreno che costeggia il campo su via Caio Cestio. Un'area che risulta essere di proprietà comunale: il terreno che si metterà a bando la comprende?
"No, non rientra nelle aree destinate allo sport".

Molti tifosi, quando si parla di Campo Testaccio, si chiedono come mai - vista la ferrovia che li collegherà - non sia stato incluso dal Comune all'interno del macro progetto dello Stadio della Roma. Lei ritiene che un giorno le strade dell'antico e del nuovo stadio possano incrociarsi?
"Purtroppo non mi risulta che sia prevista questa convergenza che descrive; certo, se dovessi dare un mio giudizio, puramente sentimentale, potrei dire che sarebbe stata un'ottima idea, che far giocare i giovani del vivaio AS Roma sullo storico campo da calcio giallorosso sarebbe stata certamente una prospettiva affascinante e vincente. Non sono particolarmente appassionato di pallone ma, al di là delle bandiere, sicuramente è un'idea che, se fosse stata presentata dalla società sportiva, avrebbe riscosso unanime approvazione da parte di tutti, Amministrazione e cittadinanza".