Nel teatrino ormai farsesco del nostro sistema calcistico è andata in scena ieri l'ultima, improvvisata recita, buona sola per interpretare in favore di camera salmodianti propositi di buon governo e cercare poi al riparo da sguardi indiscreti le più spudorate alleanze in grado di tenere in vita lo status quo. Tutti hanno paura del cambiamento, tutti hanno paura di Damiano Tommasi. Così ancora una volta è trascorsa una giornata alla ricerca del nome giusto, quando tutti sanno che il nome ci sarebbe (com'era giusto a marzo 2017 quello di Abodi), ma poi tutti sanno che se davvero il candidato dell'Aic venisse eletto la mannaia del rigore e della trasparenza mozzerebbe all'improvviso tutti i privilegi acquisiti in anni di malgoverno e ignobili pastette. «Una rivoluzione», l'ha definita Damiano nel forum condotto nella redazione del Romanista giovedì mattina.

Così ieri per l'ennesima volta siamo stati costretti a sopportare persino la riproposizione della candidatura Lotito che in assemblea di Lega di A avrebbe assicurato di avere i numeri giusti (la metà più uno, quindi 11) per sostenere come da regolamento la sua candidatura. E quello che pochi giorni fa pareva solo uno scherzo (a succedere alla macchietta Tavecchio sarebbe dunque candidato Lotito, che addirittura da Tavecchio stesso era stato a un certo punto scaricato per quanto apparisse improponibile pure a un impresentabile come lui) ha ripreso all'improvviso vigore. Ma poi sono arrivate le smentite: «La Lega di A - ha detto quasi affranto Tavecchio - non ha partorito alcun candidato». Dall'aria che tira, però, la maggioranza della A sarebbe in ogni caso pronta a sostenere Sibilia, l'altro candidato appoggiato da Lotito. Con il capo dei Dilettanti al vertice della Figc, il laziale potrebbe puntare alla vicepresidenza vicaria.

Tutto questo è emerso ieri a margine del casting condotto dalla commissione di saggi (sic!) della Lega di A, composta da Tavecchio, Lotito, Marotta, Cairo e Fassone, con tutte le componenti calcistiche. Uno dopo l'altro sono sfilati tutti, da Sibilia a Gravina, da Ulivieri a Balata a Tommasi. Alla fine ognuno ha detto la sua, partendo da Sibilia, Lega Dilettanti: «C'è ancora la possibilità della mia candidatura, ma non è la sola. Noi vorremmo ricostruire lo storico asse che c'è sempre stato con la Lega Serie A, ma siamo disposti a trovare soluzioni alternative». Ulivieri ha provato a proporre nomi nuovi: «La Lega Serie A potrebbe presentare una sua candidatura. Mi hanno chiesto: "Se ci fosse un candidato nostro, con l'appoggio dei dilettanti che fareste?". Ho risposto che vorremmo vedere le persone, la loro capacità e affidabilità, non può essere solo un discorso di leghe. Se si vuole il cambiamento non si può presentare me che sono stato il vicepresidente di Tavecchio. Al momento continuo ad appoggiare Tommasi, ma è ovvio che rimaniamo a guardare con attenzione quello che succede. Avevo proposto Walter Veltroni e il vicedirettore di Sky Marani ma mi hanno detto che è tardi. Il commissariamento? Se non risolveremo il problema...».

Poi Balata, Lega di B: «È importante l'asse che si è ricreato tra la nostra Lega e quella di A. Noi non abbiamo candidature da esprimere». Tutti con la A e, dunque, tutti con Lotito. Tranne Tommasi e forse Gravina. A fare i conti, A + B + Dilettanti fanno il 51%, Aic + Lega Pro + Aiac fanno il 47%. Resta il 2% dell'Aia. E magari la coscienza dei singoli delegati. L'appuntamento è a Fiumicino il 29 gennaio.