E' morto ieri a Roma all'età di 91 anni Alberto Sed, uno dei pochi sopravvissuti al campo di concentramento di Auschwitz-Birjkenau. L'uomo, dopo essere stato catturato nella capitale insieme alla sua famiglia, venne portato prima a Fossoli e poi a Birkenau. Per anni Sed si è rifiutato di parlare dell'orrore vissuto, fino a quando non ha deciso di raccontare la sua storia nel libro del giornalista Roberto Riccardi intitolato  'Sono stato un numero', partecipando in seguito anche a diversi incontri nelle scuole con i giovani studenti. 

In occasione della festa del 25 aprile, la Roma aveva pubblicato il video della sua intervista, in cui Sed raccontava di essere romanista fin dalla nascita e per questo veniva chiamato "piccolo Amadei". L'uomo dimostrò per l'occasione una grande memoria, elencando tutti i nomi della formazione della squadra giallorossa prima della guerra. Raccontò poi dell'incontro in Campidoglio avuto con Totti, in cui disse all'ex capitano dei giallorossi che, senza le leggi razziali, sarebbe diventato più forte di lui. Sed infatti aveva una grande passione per il calcio e inseguiva il sogno di diventare un calciatore professionista fino all'arrivo della guerra, che spezzò ogni sua speranza.