In ordine di apparizione: Luca Pairetto, Gianpaolo Calvarese, Rosario Abisso, Marco Guida, Davide Massa, Luigi Nasca, Massimiliano Irrati, Paolo Silvio Mazzoleni. Special guest: William Collum. Sommate il tutto. Shakerate come vi aggrada di più. Il risultato in ogni caso rimane lo stesso: disastro arbitrale. Con la Roma, come ti sbagli, nel ruolo di squadra danneggiata da decisioni e non decisioni oltre i confini della realtà. In ordine di scempio: Bologna-Roma (Pairetto in campo, Calvarese alla Var); Lecce-Roma (tandem Abisso-Guida); Roma-Cagliari (accoppiata Massa e Nasca); Udinese-Roma (Irrati e Mazzoleni). E giusto per non farsi mancare niente pure in Europa mister William Collum ci ha regalato un obbrobrio che sarà complesso dimenticare. Il tutto, tra l'altro, a parte questo giornale, nel disinteresse quasi generale (Europa League a parte) dei media di questo paese che, per esempio, sono stati capaci di regalarci un dopo partita di Bologna in cui la squadra danneggiata sembrava essere stata la squadra di Mihajlovic. Roba da pazzi. Al contrario di quello che, per esempio, in queste ore sta succedendo dopo il Napoli-Atalanta di mercoledì scorso con tanto di interrogazioni parlamentari e lamenti di vario genere che, per chi scrive, ci potrebbero pure stare considerando che a nostro giudizio c'era il rigore reclamato dalla squadra di Ancelotti.

Ma pensate se la Roma avesse usato le stesse fanfare in occasione degli oggettivi torti arbitrali che ha subito, a ripetizione, in questa stagione. E conta poco che la Roma delle cinque partite di cui sopra ne abbia vinte tre e pareggiate due. È la ripetitività degli errori che preoccupa e che va anche oltre ogni logica, roba del tipo gli arbitri sono uomini possono sbagliare, concetto che poteva in qualche modo essere metabolizzato qualche anno fa, ora non più visto che c'è, anzi ci sarebbe nel caso delle partite della Roma, un supporto tecnologico che dovrebbe aiutare a sbagliare di meno. E allora se il Napoli si lamenta, la Roma cosa dovrebbe fare? Lo ha fatto pubblicamente una volta con Petrachi al termine della partita contro il Cagliari. Il risultato è stato che il ds è stato messo sul banco degli imputati per il suo italiano non proprio da Accademia della Crusca, dimenticandosi completamente di quello che era successo in campo. E allora, chiamateci pure piagnoni e rosiconi, non ce ne frega niente, per la classe arbitrale italiana, per la stragrande maggioranza della stampa della penisola, Roma compresa, per De Laurentiis, ci sembra giusto ricordarvi quello che è stato fatto alla Roma.

Bologna-Roma

Fallo di mano di Denswil in area, ignorato; rigore molto dubbio dato al Bologna per un presunto fallo di Kolarov, neppure rivisto al Var; due calci di rigore (su Dzeko e Fazio) con Pairetto distratto in campo e Calvarese alla Var del tutto assente.

Lecce-Roma

Fallo di mano di Lucioni, vedono tutti, meno chi dovrebbe vedere; fallo in area leccese su Mikitharyan, ammonito l'armeno.

Roma-Cagliari

Rigore concesso ai sardi dopo una punizione inventata per un intervento di Diawara sul pallone; al novantesimo gol annullato a Kalinic per una spinta con l'arbitro (Massa) che fa finta di niente. Nel turno successivo di campionato Pjanic fa un fallo simile, segna, tutto regolare.

Udinese-Roma

Paradossale espulsione di Fazio per un presunto fallo su Okaka, figuratevi se Irrati è andato alla Var.

E poi c'è stato il rigore fischiato nel recupero del secondo tempo dallo scozzese Collum per fallo di faccia. Che cosa avrebbe detto De Laurentiis? Ecco domani c'è Roma-Napoli, chiediamo che la Roma venga rispettata e che le venga dato quello che è giusto, senza operazioni di risarcimento. Perché se mai fosse così, i giallorossi potrebbero stare tranquilli.