Ha segnato di maschera e non era Carnevale. Anzi, tanto forte ha colpito la palla Dzeko per fare gol al Milan domenica pomeriggio che la protezione in carbonio ad hoc realizzata dal tecnico ortopedico De Maldè è venuta giù. Giù la maschera, allora: un colpo di testa letale per Donnarumma.

Un colpo di testa, non il solo, visto che ha il bosniaco ha tentato più volte lo stacco aereo e Pau Lopez e compagni non hanno variato di molto il loro schema di cercarlo con il lancione per far salire la squadra. Edin si è ben barcamenato con i pur scomodi avversari alle calcagna: si è adattato lui, quando possibile cercando di volare ancora più in alto per stoppare di petto, qualche volta andando invece di testa.

Come nell'occasione della sponda di Mancini che gli ha recapitato una palla troppo invitante per non sganciare quella zuccata che gli ha tolto la maschera e l'ha fatto esplodere. Primo gol in maschera. Primo di una serie, si augura Fonseca, perché Edin ormai sembra essersi abituato anche a giocare quasi bendato, anzi, onestamente sembra quasi Dzeko senza maschera. Già con il Borussia Moenchengladbach aveva lottato come un leone, ma nella gara contro i malcapitati uomini di Pioli Edin ha dato prova di essere davvero recuperato al 99%.

Certo, per lui che è molto esigente soprattutto con se stesso non dev'essere come giocare libero dalla protezione, chi gli è molto vicino ha confessato che Dzeko è ancora molto nervoso per questo intoppo, ma anche che sarebbe stata sua intenzione abituarsi il prima possibile, visto che ancora per qualche partita gli sarà necessario assomigliare a Batman per scendere in campo e aiutare la squadra. Tanto più che è l'unico a poter guidare l'attacco giallorosso, vista l'assenza di Kalinic.

In maschera e con la fascia, perché lui «è uno dei capitani», Fonseca dixit. E lo è di fatto e, quando manca Florenzi, di fascia. Non c'è più questione per chi la indosserà come primo capitano, l'ha confermato Fonseca nell'ultima conferenza stampa pre-partita, dopo l'offerta del numero 24 gentilmente declinata da Edin, che ha voluto proseguisse la tradizione di capitani romani.

Ma una fascia al braccio Dzeko se l'è più che meritata, considerando le 190 presenze raggiunte con la maglia della Roma e festeggiate con il gol numero 93 (a -9 da Montella nella classifica all time dei marcatori) con la lupa sul petto.

Dopo un'estate travagliata che ha avuto in Ferragosto lo spartiacque, con Paulo Fonseca e i compagni di squadra tutti uniti a convincerlo a rimanere, Edin, con i 929 minuti giocati (e senza essersi mai fermato neanche per l'operazione subita lo scorso 7 ottobre a causa della doppia frattura dello zigomo), è più che mai il centro della Roma.

Perché questa è Roma, una casa per chiunque decida di metterci il cuore e di lasciarcelo. Una casa, come testimoniato dalle innumerevoli uscite pubbliche di sua moglie Amra e dei suoi figli. Domenica allo stadio Olimpico il piccolo Dani, sempre di giallorosso vestito, ha cantato a squarciagola l'inno della Roma.

"Ad Halloween mi vesto da Dzeko", era uno dei tantissimi commenti dei tifosi della Roma su Twitter nella serata che ha riportato i tre punti all'Olimpico dopo un mese. Forse anche inconsciamente è l'auspicio che Edin torni a vestire i panni del supereroe che fa vincere la Roma già dalla prossima partita, visto che nella notte tra mercoledì e giovedì, quella delle streghe, la squadra giallorossa avrà appena giocato a Udine.