Claudio Ranieri, allenatore della Sampdoria, ha parlato ai microfoni di Sky Sport a fine partita. Queste le sue parole:

Abbiamo visto una squadra ben messa in campo, la Roma non ha trovato mai spazi. E' contento di questa risposta dal punto di vista delle motivazioni, ma non solo, anche dell'organizzazione?
"Si, questa una settimana di allenamento abbiamo lavorato veramente bene. Pero sai, finché facciamo tutte le cose tra di noi non possiamo avere il responso dell'avversario. Poi contro una Roma che è una buonissima squadra che gioca molto bene e ha un grande possesso di palla. A noi, però, quello che interessava non era il possesso di palla iniziale, bensì non farli entrare centralmente perché sono molto bravi poi lì a sviluppare il loro gioco."

Infatti la Roma non ci è mai entrata li dentro...
"No infatti, siamo stati molto bravi a portarli sempre sugli esterni. Poi, certo, dovevamo ripartire in un'altra maniera, però come prima cosa i ragazzi hanno dato tutto e questo era quello che avevo chiesto."

Questa squadra fatica tantissimo a trovare temi offensivi, dove li andrà a cercare?
"Intanto fatemi conoscere bene tutti i giocatori e poi troveremo i temi offensivi e chi è preposto a fare goal."

Claudio, ci conosciamo da quasi 30 anni, dai tempi della Fiorentina. Io penso che già allora, nonostante fossi giovane, eri una vecchia volpe, e anche oggi hai messo in campo una squadra perfetta, la Samp ha fatto la partita che che doveva fare per ripartire. Ti va bene che ti chiamiamo vecchia volpe e lasciamo da parte l'aggiustatore ecc.?
"Se mi chiamavi vecchia volpe a Firenze, mi faceva piacere, adesso no... (ride, ndr)"

Stai diventando sempre più sensibile. L'ultima partita di campionato della Roma ti sei messo quasi a piangere per i cori, oggi quando sei entrato in campo sembravi parecchio commosso. E' una sensibilità che aumenta con l'età?
"Non mi sembra di essere stato commosso. Salutavo, ma insomma voi adesso mi vedete sempre commosso. Mi sto rincoglionendo allora!"

Quagliarella mi sa che ha perso il sorriso, ma sente che può essere colpa sua o sa che adesso lei, mister, riuscirà a fare in modo che i compagni riescano a fargli tornare il sorriso mettendogli qualche palla? In più, Bertolacci, che non giocava da tantissimo tempo ed è stata l'idea tua forte, nuova, per dare razionalità ed anche un governo agli altri, mi è sembrata che abbia funzionato finché hanno retto i polpacci.
"Si, è vero, gli ho detto: 'gioca finché puoi e poi ti cambio'. Avevo anche Ekdal, che è un altro buonissimo giocatore che avevo avuto come giovane nella Juve. Era però rientrato veramente stanco dalla nazionale e allora ho optato per questo duo di esperienza e gioventù e devo dire che sono rimasto soddisfatto. Poi, certo, all'inizio volevo Bertolacci un pochino più avanti proprio per aiutare e supportare Quagliarella, però erano troppi i trequartisti  della Roma che ci si infilavano dietro, così gli ho detto di rimanere un pochino più in protezione perché senno c'era troppo spazio tra il centrocampo e la linea della nostra difesa."

L'ultima riguardo all'ambiente. Tu sei arrivato in una situazione anche di malcontento nei confronti della società e nei confronti di Ferrero, quanto è più difficile lavorare in una situazione precaria anche di classifica?
"Guarda, io ne ho passate tante, però per me, è importante il campo. Io e i giocatori dobbiamo tirarci fuori da tutte queste diatribe, da queste chiacchiere. Noi dobbiamo pensare alla Sampdoria, andare in campo e fare il nostro lavoro. Tutto il resto non ci deve interessare. Certo che mi farebbe piacere che ci fosse coesione perché in questo momento noi abbiamo bisogno di tutti, però avete visto che i tifosi ci sono stati dietro, ci hanno soffiato, ci hanno incoraggiato e questo è stato importante per noi."

A proposito di soffi, l'ha invitato il papà di Gianluca (Di marzio ndr) a soffiare sulle candeline del tuo compleanno questa sera?
"Il papà di Gianluca non ha bisogno di essere invitato, quando vuole viene"