Guardali là, col sole in fronte, che torneranno tutti abbronzati come se invece di fermarsi nel punto della Via del Mare in cui sorge lo stadio fossero andati fino in fondo, a specchiarsi con l'abisso dell'Adriatico, non con quello del misero arbitro di ieri. Eccoli là, quelli del piano di sopra e quelli del piano di sotto, divisi in due nel formaggino dello stadio leccese eppure uniti da una sola voce a tifare per tutto il tempo per la Roma. Eccolì là i Mille che hanno conquistato il Salento, la terra del sole, del mare, del vento e dei romanisti che festeggiano, quando ormai è finito tutto e loro stanno ancora lì ad abbronzarsi, molti a torso nudo, felici oltre ogni patimento per l'idea che nel finale anche una squadra inconsistente come questo Lecce potesse sfruttare chissà qualche rimpallo per pareggiare e togliere a Pau Lopez ‘sta soddisfazione del clean sheet in campionato, il primo.

Sono loro, i Tifosi della Roma, a battersi come dei coristi di una Filarmonica per evitare di finire sopraffatti dall'entusiasmo dei leccesi, presenti in massa allo stadio per un trionfo di colori giallorossi. 26044 le presenze alla fine, che è poco meno di quanti non abbiano assistito a Roma-Atalanta quattro giorni prima. Solo che l'effetto è diverso perché qui lo stadio è tutto esaurito e tutti portano un vessillo (cit.) bicolore e tutti sono pronti a scaldarsi appena Lucioni o Petriccione attraversano la metà campo.

Eppure i Mille del settore hanno vinto pure la loro partita, non facendo mai mancare il loro supporto vocale, spesso con il coro ritmato del Boca a zittire gli altri. Eccoli là nelle pezze che arredano quel pezzo di stadio: sotto spiccano Boys, R.V., Roma, Brigata De Falchi e Casal Bertone, sopra si notano soprattutto gli stendardi Nel nome di Roma, Senza Tregua, Alberone, Appio Latino, Magliana, Fedayn e Torrevecchia. Dai rioni e dai quartieri sono venuti fino a qua e si fanno sentire dal riscaldamento e fino alla festa dopo il fischio di Abisso, l'unico azzeccato della giornata.

L'applauso più lungo se lo guadagna Smalling che ricambia a braccia alzate non interrompendo mai la camminata dal centro del campo e verso il settore, seguito a breve distanza da Florenzi che mulina le mani e poi da tutti gli altri, riconoscenti per il sostegno e per la condivisione della gioia. Il caldo è stato il nemico per tutti, ma alla fine ci si ritroverà l'abbronzatura come ricordo e il piacere sotto la pelle, rinfrescata prima dell'inizio della partita anche dagli idranti dei vigili del fuoco che volevano bagnare il pavimento intorno al campo e poi, richiamati a gran voce dagli spalti, hanno innaffiato un po' pure gli spettatori sui gradoni, salutati dall'entusiasmo di tutti. Roma ha vinto, si riprendono treni, aerei e autostrade, oggi riprende la vita. Con la pelle più abbronzata.