L'investitura è arrivata da un biondo di Ostia che da qualche mese ha preso casa a Buenos Aires. «C'è un Bryan Cristante che arriva da Bergamo, io ne voglio altri cento di giocatori così perché anche se non è nato a Roma, ci mette l'anima, da romanista»: disse così Daniele De Rossi nel giorno del suo addio alla maglia giallorossa. E, diciamocelo francamente, dopo aver storto il naso in più di un'occasione guardandolo giocare nella sua prima stagione romana, da quel giorno un po' tutti abbiamo cominciato a valutarlo con un occhio diverso, perché come si fa a non credere a De Rossi? A rendere la cosa ancora più concreta, ci sta pensando pure Fonseca che, proprio ieri, ha sottolineato l'importanza di Cristante nella Roma che sta costruendo, facendoci capire, se mai ce ne fosse stato bisogno, come lo consideri un punto fermo della sua squadra.

Del resto su di lui ci si può fare affidamento. Perché nell'anno e quasi mezzo da romanista, il ragazzo di San Vito al Tagliamento, ha sempre risposto presente all'appello dell'allenatore di turno, ne ha già conosciuti tre, prima Di Francesco, poi Ranieri, ora il portoghese. E la cosa è un inedito assoluto nella Roma che, come è purtroppo noto a tutti, da troppo tempo sta facendo i conti con un problema infortuni che di fatto ha coinvolto praticamente tutti i giocatori della rosa, nessuno escluso. Meno Cristante.

I numeri lo testimoniano in maniera incontrovertibile: nella passata stagione Cristante ha collezionato 44 presenze su 48 partite totali della Roma, saltandone in campionato due per squalifica e una per scelta tecnica (in panchina contro il Frosinone all'Olimpico), assenze a cui va sommata l'unica assenza nelle otto giocate dai giallorossi nella Champions che ci manca tanto (contro il Real). Con la partita di stasera raggiungerà le 50 presenze in giallorosso. Una tendenza chiarissima, che il ragazzo arrivato da Bergamo, sta confermando anche in questa stagione in cui è sempre stato titolare e dei 450 minuti totali giocati dalla Roma (recuperi esclusi) ne ha disputati 432, accomodandosi in panchina solo nei 18 minuti finali della sfida di Europa League contro i turchi quando, cioè, il risultato era già abbondamente a favore della Roma ed era opportuno fargli tirare il fiato.

Peraltro non è certo una novità l'integrità fisica di Cristante. Perché, toccando tutto il ferro che volete, il ragazzo non è costretto a chiamare il medico dal 2014, ultima data conosciuta di un suo stop per problemi fisici. Una roccia, insomma, che pure stasera Fonseca manderà in campo da titolare in uno dei due ruoli da mediano davanti alla difesa. Ruolo in cui il giocatore si sta sempre più adattando dopo che era arrivato a Trigoria da trequartista-incursore al termine di una straordinaria stagione, pure in fase realizzativa, giocata a Bergamo.

Proprio in quell'Atalanta che stasera si presenterà all'Olimpico in una sfida a cui la Roma chiederà un'ennesima risposta sulla sua dimensione attuale e futura. Cristante non sarà probabilmente l'unico ex in campo visto che dovrebbe giocare anche Spinazzola, mentre il terzo ex, Mancini, sarà costretto a fare lo spettatore dovendo scontare l'inevitabile turno di squalifica, conseguenza dell'espulsione rimediata (per doppio giallo) nella partita di domenica scorsa a Bologna. Sui gol dell'ex si possono scrivere libri, Cristante in questo campionato ha già segnato al Sassuolo, ma farebbe tutti felici se stasera aggiungesse un capitolo.