Premessa: la Roma di Paulo Fonseca ha giocato, gioca e giocherà il quattro-due-tre-uno. Modulo preferito dal tecnico portoghese e sul quale è stata strutturata una campagna acquisti che ha portato a dieci nuovi giocatori a fronte di quindici che hanno salutato Trigoria. Detto questo, soprattutto in un momento di sosta, considerando che questi primi due mesi di campionato hanno già fatto registrare quattro infortuni peraltro tutti raggruppati nei ruoli di esterno basso e alto e anche per un piacere dialettico di parlare di tattica, idee, esperimenti, opportunità, vogliamo proporvi tre moduli alternativi con cui la Roma, nel corso della stagione, potrebbe scegliere di andare in campo.

Albero di Natale

È un modulo che Carlo Ancelotti ha portato in copertina quando sedeva sulla panchina del Milan. Potendo contare su una qualità di grandissimo livello, basti ricordare che alle spalle di Pippo Inzaghi sistemò due giocatori come Seedorf e Kakà. Può essere un modulo a cui Fonseca potrebbe pensare, soprattutto in un momento come questo in cui sono fermi in infermeria i due esterni alti titolari battezzati dal precampionato (Perotti e Under) e Kluivert non dà ancora garanzie di una crescita importante. In più, almeno a nostro giudizio, questo modulo consentirebbe di garantirsi in mezzo al campo due giocatori che preferiscono stare lì piuttosto che decentrati sulle fasce. Cioè Zaniolo (probabile esterno destro alto contro il Sassuolo) e Mkhitaryan. Immaginando Zaniolo al posto di Seedorf e l'armeno in quello di Kakà, Dzeko sarebbe l'Inzaghi della situazione con tutte le differenze, non solo di centimetri e fisico, del caso.

Schierando la Roma con questo modulo, inevitabilmente nasce il problema di chi schierare nella linea dei tre centrocampisti, soprattutto in quel ruolo di regista basso che, al momento, ci sembra quello con meno garanzie nella rosa di Fonseca. Un po' perché Diawara sta facendo una certa fatica a tornare il giocatore visto nei suoi primi anni italiani al Bologna, un po' perché lo stesso francese, pur avendo una certa duttilità tecnica e tattica, a Firenze ha dimostrato di avere bisogno di tempo per capire e interpretare al meglio il ruolo del giocatore che deve dettare tempi e geometrie di gioco. Scegliendo Veretout, ai suoi fianchi si potrebbero schierare Cristante e Pellegrini, mentre con il guineano in mezzo i due interni sarebbero il francese e Lorenzo Pellegrini. La controindicazione di questo modulo è che la Roma ha cinque centrocampisti (più Florenzi volendo), quattro andrebbero in campo e ci sarebbe soltanto un'alternativa in panchina.

Con il fantasista

Variando, si può pensare al quattro-tre-uno-due. Cioè un fantasista alle spalle di una coppia offensiva con Dzeko inamovibile, affiancato da Under (quando si sarà ristabilito ovviamente) o, in alternativa, con Kalinic, ovvero il doppio centravanti, opzione però che ci sembra difficile possa essere cavalcata dal tecnico portoghese. Con due punte in campo, il problema sarebbe che di attaccanti nel senso pieno della parola, non è che la rosa abbondi, anche se Kluivert potrebbe essere il vice di Under e Kalinic quello del bosniaco. In questo caso, Zaniolo retrocederebbe come interno di centrocampo, Veretout (o Diawara) sarebbe il regista in un terzetto che sarebbe completato da Lorenzo Pellegrini, avendo sempre come alternativa Cristante, giocatore che Fonseca ha dimostrato di apprezzare di più di quello che si poteva pensare quando è sbarcato a Trigoria.

La sorpresa

Fosse stato confermato Daniele De Rossi, il quattro-uno-quattro-uno sarebbe davvero stato un modulo alternativo a quello base scelto dal portoghese. Pensando però al futuro (tra un anno chissà che non arrivi il giovane Tonali del Brescia), è un'alternativa che potrebbe essere presa in considerazione, soprattutto se Veretout (o Diawara) dovessero dare garanzie in quel ruolo di primo uno davanti alla difesa (con Daniele De Rossi ci sarebbe stato anche un terzo centrale difensivo). Rimane un'idea intrigante, in grado di garantire una grande produzione offensiva (Under, Dzeko, Zaniolo, Lorenzo Pellegrini e l'armeno contemporaneamente in campo, insomma tanta roba), a patto di trovare gli equilibri in fase di non possesso palla. Perché il rischio di una transizione difensiva faticosa con questo schieramento, è un pericolo assolutamente possibile. Ma, al contrario, con la palla tra i piedi dei giallorossi, le preoccupazioni sarebbero inevitabilmente tutte per la squadra avversaria.