«Davide è felicissimo di essere tornato in Italia, per di più in una grande squadra come la Roma». Roberto Zappacosta, papà dell'ultimo arrivato in casa giallorossa, è uomo di campo: ha allenato la prima squadra del Sora, dove Davide ha mosso i primi passi da calciatore («a centrocampo, non sulla fascia destra») e per tanti anni si è occupato del settore giovanile del club volsco. Lì, le strade di Zappacosta junior e senior si sono incrociate, anche se soltanto per un anno. «Ha gamba, ma è anche tecnico - racconta - perché da piccolo ha sempre giocato più avanti, a centrocampo. Soltanto in seguito è stato spostato a fare il terzino».

Qual è la sua dote migliore?
«Sicuramente la corsa: quando parte in progressione, è difficile fermarlo. Può essere un cliente scomodo per qualsiasi avversario».

In cosa, invece, può ancora migliorare secondo lei?
«I terzini, a livello difensivo, non smettono mai di imparare. Quindi sicuramente in questo aspetto può migliorare. Non che non sia capace di difendere, ma si può sempre fare meglio: dalla sua ha la grande voglia di imparare e di mettersi a disposizione della squadra e dell'allenatore».

A proposito di allenatore: sembra avere le caratteristiche giuste per il gioco di Fonseca.
«Sì, sono convinto che farà bene a Roma. Davide ha solo bisogno di un po' di fiducia: se Fonseca gliela darà, verrà ripagato dal suo impegno e dal suo spirito di sacrificio».

Al momento dell'arrivo a Roma, si è detto molto contento di essere tornato a casa.
«Certamente: al Chelsea giocava poco, perciò non appena si è presentata questa bella opportunità, lui l'ha voluta cogliere al volo. Sarà un'ottima occasione per dimostrare quanto vale: Roma è una piazza importante».

Anche in ottica Nazionale.
«Sicuramente. Ha una grande chance per convincere Mancini a convocarlo e farà del suo meglio per riuscire a indossare di nuovo quella maglia. Del resto, è il sogno di qualsiasi calciatore»