Clima da scampagnata ieri ad Arezzo, per i tanti romanisti presenti: erano 679 i biglietti venduti per il settore ospiti, la curva dietro la porta difesa da Pau Lopez nel primo tempo, ma ce n'erano anche nella tribuna coperta. L'altra era chiusa e ospitava solo lo striscione con lo stemma del club, col cavallino rampante, 4.385 i biglietti venduti in totale, quasi piena la Curva opposta, l'equivalente della Sud, in uno stadio asimmetrico: il settore dei tifosi di casa è ben più alto della decina di file di gradoni in cemento riservati agli ospiti. Ma il clima era sereno, perché la tifoseria della Roma è in ottimi rapporti con quella locale, nonostante i pochissimi precedenti (e uno solo in gare ufficiali, nel settembre del 1983 in Coppa Italia, con lo scudetto sulle maglie): con i Fedayn in particolare c'è una sorta di amicizia, rinnovata da un ampio striscione esposto dal gruppo prima del calcio d'inizio, «un saluto agli amici aretini».

La trasferta di Arezzo, nel mondo ultras, è legata indissolubilmente al ricordo di Gabriele Sandri, che l'11 novembre 2007 venne ucciso da un colpo di pistola sparato dall'agente di Polizia Spaccarotella mentre l'auto in cui stava dormendo lasciava l'autogrill di Badia al Pino, sull'A1, un paio di chilometri prima dell'uscita di Arezzo. È ricordato da un cippo, in cui viene definito «cittadino italiano», per sottolineare ancora di più l'assurdità della sua fine, e nei metri circostanti bandiere e simboli di ogni colore: l'unico giallorosso non scolorito dal sole ieri era una sciarpa del Catanzaro, ma gli adesivi di vari gruppi della Curva Sud ci sono, anche ben visibili. E anche ieri, qualcuno si è fermato qualche secondo lì davanti.

Arrivati allo stadio, tutto è filato liscio, con problemi di parcheggio e code ampiamente nella norma. I tifosi giallorossi si sono fatti sentire parecchio, sin dal riscaldamento dei portieri: un'ovazione al gol di Dzeko, e tanti cori, senza mai sovrapporsi a quelli dei tifosi di casa. A pochi minuti dalla fine, quando lo speaker ha invitato quelli arrivati in treno ad affrettarsi per non perdere i bus navetta per la stazione, ha ringaziato i tifosi romanisti per la correttezza: roba che non capita tanto spesso. Lo stesso ha fatto la Roma, su Twitter. E uno degli ultimi cori, prima di lasciare lo stadio, è stato un «Daniele-De-Rossi-eee-ooo».