Le primavere e i capelli brizzolati avanzano, il grugno e il sinistro però restano sempre gli stessi: la fucilata/pennellata con cui ha trafitto Unai Simon per il momentaneo 1-1 è il marchio di fabbrica di Aleksandar Kolarov, una traiettoria molto simile a quella con cui castigò il Torino circa un anno e mezzo, ma dal lato opposto. Un gesto tecnico che al serbo è valso il lungo applauso di Alessandro Florenzi dalla panchina: il numero 24 si è alzato dalla panchina (aveva da poco lasciato il posto proprio a Kolarov) e con un sorriso gli ha battuto le mani. Il laterale sinistro, apparso in palla fin dall'inizio del ritiro, anche ieri contro l'Athletic Club ha fornito il suo consueto apporto di sovrapposizioni, cross e sgroppate. Nel finale solo il fuorigioco gli ha impedito di mettere a referto anche un assist per Zaniolo, oltre alla rete.

Sliding doors

Non più di tre mesi fa, in pochi avrebbero scommesso sulla partenza di Aleksandar in giallorosso: tirava aria d'addio, e quella con il Parma aveva il sapore della sua ultima partita con la maglia della Roma. Peraltro al termine di una stagione che, seppur disputata a livelli inferiori rispetto alla precedente, aveva fatto registrare il suo record di gol: 9 in 43 partite, gli stessi segnati da Dzeko nella sola Serie A, per capirci. Eppure tirava vento di cessione, anche per un necessario rinverdimento sulla corsia mancina: le prime ipotesi teorizzavano il serbo all'Inter assieme a Dzeko. Poi è stata la volta del Fenerbahce: qualcuno parlava addirittura di Kolarov in Turchia per firmare. Ma la chiamata di Paulo Fonseca e la chiacchierata con il tecnico hanno cambiato le carte in tavola. E, al netto di sorprese dell'ultim'ora dal mercato, il trentatreenne di Belgrado resterà a Roma.

E se, a differenza dell'ultima annata, non potrà giocare tutte le partite, è pur vero che la presenza in rosa di un jolly della fascia come Spinazzola gli permetterà di tirare un po' il fiato: infatti anche ieri Kolarov ha preso il posto di un laterale destro (Florenzi), con l'ex juventino dirottato su quella fascia e il serbo che ha preso possesso della corsia mancina, fornendo il suo consueto apporto di cross pericolosi e corse sul fondo. Già a Trigoria, contro il Trastevere, aveva iniziato a scaldare il suo mancino al fulmicotone, ma ieri l'avversario era di ben altro calibro. Certe doti, però, vanno al di là della squadra che ti trovi di fronte.

Con la sua esperienza internazionale - unita alla serietà professionale che lo ha sempre caratterizzato - Aleksandar può essere una preziosa guida per i più giovani all'interno dello spogliatoio. E rivelarsi un'arma in più quando, magari in Europa e nei big-match, ci sarà bisogno del suo apporto in termini di personalità.