Ancora tanti dubbi, con una sola certezza. Che i 4.200 del Renato Curi hanno acclamato Edin Dzeko da quando ha toccato palla durante il riscaldamento fino all'ovazione con tanto di cori al momento del suo ingresso in campo. Un boato che ha accolto il bosniaco proprio nel momento in cui è calda la pista che potrebbe portarlo a Milano, anche se un accordo tra Roma e Inter è tutto meno che concluso. Quello che è ancora il numero 9 titolare della Roma è entrato al 68' quando la sua squadra stava pareggiando 1-1, prima di prendere gol su rigore da un avversario rimasto in dieci uomini per l'espulsione di Yuri Berchiche.

La partita, comunque, ha restituito un ritratto a luci e ombre della Roma. Una squadra che, difensivamente, è stata punita solo quando ha regalato il pallone o un rigore agli avversari, che su azione non hanno mai impensierito più di tanto Mirante prima e Pau Lopez poi. Dal punto di vista offensivo, invece, la strada sembrerebbe ancora lunga: poche le azioni "fonsechiane" (la migliore forse al quinto minuto), poche le idee e le certezze su cosa fare con e senza pallone in fase di attacco. Quello tra Roma e Athletic Bilbao è stato uno scontro duro, nel secondo tempo addirittura nervoso, ma non bello. Tre ammoniti e un espulso non sono così comuni in amichevole (a Lille solo un giallo). Sono stati i baschi a imporre un gioco ruvido, ricco di contrasti e di interruzioni. L'unico vero lampo è quello del gol dell'1-1 di Kolarov: un calcio di punizione sensazionale tirato dalla trequarti di piatto a giro sul primo palo, che scalda uno stadio che sembrava sopito.

Sin dai primi minuti si è visto che sarebbe stata una partita fisicamente impegnativa. Al 4' è subito un brivido per la Roma, con Diawara che sbaglia un disimpegno regalando palla a Cordoba, che si fa neutralizzare il tiro da Mirante. Al 5' una delle migliori azioni del match porta la Roma dalla propria metà campo fino quasi alla porta avversaria, passando per la fascia destra con Florenzi e Defrel. La prima metà del primo tempo prosegue a buoni livelli agonistici, con le squadre che si attaccano soprattutto sfruttando le volate degli esterni. Al 7' e al 9' sono prima Cengiz e Antonucci, poi Spinazzola e di nuovo Antonucci a impensierire la porta biancorossa. Al 13' è poi Florenzi a fermare con uno stop magistrale un lancio lungo, ma non riesce a servire il compagno in area. Al 14' un'ottima chiusura di Jesus ferma il velocissimo Williams, che altrimenti sarebbe andato a tu per tu con Mirante. Al 19' Pellegrini serve Florenzi con una bella palla a giro, ma il numero 24 non riesce a trovare la conclusione. Al 27' arriva la prima doccia fredda della partita: Diawara regala palla a Williams che serve Muniain, il quale non deve altro che fare gol a porta vuota. Subito dopo è ancora Florenzi, tra i più propositivi, a provare a dare la carica: recupera un pallone che sembrava perso sulla linea di fondo avversaria, dribbla un giocatore e crossa teso dentro. Ma niente da fare. Al 30' il cooling break spegne definitivamente il secondo tempo, del cui ultimo quarto d'ora c'è ben poco da segnalare.

Dopo l'intervallo Fonseca cambia cinque elementi: fuori Mirante, Jesus, Florenzi, Diawara e Cengiz; dentro Pau Lopez, Kolarov, Fazio, Cristante e Zaniolo. La Roma, però, non riesce a prendere le redini della partita. Sembra esserci un solo modo per pareggiare: la palla inattiva. E lo fa Kolarov al 59' con una punizione da cineteca. Due minuti dopo le cose sembrano mettersi ancora meglio, con l'espulsione di Yuri, fischiatissimo, per un fallaccio su Defrel: il basco se ne va dopo aver rivolto un gesto di stizza a una tribuna romanista. Ma la superiorità non giova alla Roma: al 77' un'altra palla persa porta l'Athletic in area romanista e un fallo di mano di Mancini decreta il rigore. Raul Garcia spiazza Pau Lopez, 1-2 per loro. Nel frattempo al 67' entrano Dzeko e Kluivert per Defrel e Perotti. Proprio allo scadere dei 90 minuti la Roma riacciuffa la partita: l'arbitro assegna un rigore, per la verità dubbio, e Pellegrini lo trasforma. Ma i dubbi veri li avrà ancora Fonseca, che lavora per costruire la sua Roma.