Paulo Fonseca si sta prendendo la Roma: a parole, con i fatti e anche con i fischi se serve (alla Trapattoni con indice e medio di entrambe le mani portati alla bocca). Il primo giorno di preparazione era stato interlocutorio. Il gruppo aveva lavorato solo al mattino, la seduta pomeridiana era stata cancellata per il blitz del trio Fonseca-Petrachi-Fienga alla corte toscana di Baldini e del presidente Pallotta. Il vero ritiro della Roma è iniziato ieri. Il gruppo al completo (tranne gli infortunati Gonalons e Riccardi) è sceso in campo per una doppia seduta di allenamento, mattina e pomeriggio, in cui la parola d'ordine è stata intensità (e così sarà anche oggi). Scordatevi il fondo, le ripetute, i gradoni e le corse nei boschi: la preparazione atletica in salsa portoghese prevede ogni volta che si può il pallone ma non per questo è meno dura. Fonseca e il suo staff hanno voglia di conoscere il capitale umano a disposizione e anche negli esercizi più semplici - i percorsi di attivazione o i torelli - stanno vicini ai calciatori, li incoraggiano, li scrutano. Gli stanno fisicamente con il fiato sul collo. Sempre ieri i calciatori hanno cominciato a masticare i dettami tattici del nuovo allenatore. Significativo in questo senso che in mattinata abbia deciso di partire dai movimenti della difesa, le fondamenta di una squadra solida, spendendo molto tempo con Kolarov. E chissà che la possibilità di vederlo centrale non di difesa diventi un'opzione concreta. Fonseca ha continuato a lavorare con difesa e centrocampisti di copertura anche nel pomeriggio, lasciando centrocampisti offensivi e attaccanti nelle mani del suo assistente Nuno Campos.

L'amico Gianluca

In questo momento il miglior alleato di Fonseca è Gianluca Petrachi. Anche ieri il direttore sportivo era a bordocampo per seguire l'allenamento. Tra i due c'è un grande feeling e hanno entrambi l'ambizione di riportare in alto la Roma. Per questo ieri hanno avuto un nuovo colloquio per continuare a pianificare le prossime mosse di mercato. Il mister comunica tanto anche con la squadra. Primo di ogni allenamento, in campo o in palestra, tiene a rapporto il gruppo facendosi aiutare dal traduttore Claudio Bisceglie, ma non disdegna di parlare italiano quando può: «Forte, forte!» continuava a gridare durante le esercitazioni. Ma Fonseca non è esigente solo con i suoi calciatori. Prima dell'allenamento pomeridiano ha avuto un confronto con Tiago Leal, il suo tattico di fiducia, carpito dalle telecamere di Roma Tv. Un normale confronto tra professionista che però ci dà la misura di come Fonseca voglia tenere alta l'attenzione. Come un martello che sa di dover battere senza sosta per plasmare la sua Roma.