Dici Daniele De Rossi, dici Ostia. Sul litorale romano il Sedici rappresenta un simbolo forse ancora di più di quanto lo sia stato per ogni romanista. Tanto che il gruppo nato da quelle parti ha intitolato al centrocampista il suo nome. Prima della cena di fine stagione, il presidente del Roma Club Daniele De Rossi Andrea Olivari ci ha raccontato il suo gruppo e come si lega al centrocampista.

Come nasce il vostro gruppo?
«Tutto è iniziato con un gruppo Facebook. Circa quattro anni fa insieme ad alcuni amici ci siamo riuniti per creare un contenitore di notizie e discussione un po' diverso dagli altri, all'insegna del rispetto delle idee di tutti. Piano piano poi, il gruppo ha cominciato a crescere proprio per i suoi valori positivi fino a che siamo diventati un vero e proprio Roma Club.

Quando è avvenuto il passaggio "ufficiale"?
«Due anni fa abbiamo incontrato quasi casualmente il nostro vice presidente Alvaro Cipressi e siamo diventati il Roma Club Ostia. È stato un processo molto naturale, di lì a poco abbiamo creato il nostro logo e abbiamo cominciato ad andare allo stadio tutti insieme».

Poi è diventato il Roma Club Daniele De Rossi.
«Ci pensavamo da un po'. Lo volevamo fare per quello che rappresenta Daniele, il suo modo di essere. Lui è sempre stato un ambasciatore di Ostia con la maglia della Roma in campo, un nostro vanto».

E ora che il suo futuro sarà lontano dalla Roma?
Indipendentemente da quello che farà, è e resterà il simbolo di Roma, di Ostia. Quello che ha dato alla squadra e alle sue origini non si può cancellare. Noi chiudiamo la sua parentesi fantastica in giallorosso col fatto che si sentiva ancora un calciatore».

Riuscireste a vederlo con un'altra maglia, magari in Italia? O meglio da allenatore?
«Non riesco neanche a immaginarmelo. Qualsiasi sua decisione non farebbe cambiare nome al gruppo o quello che ci lega a lui. In un'altra squadra però, almeno in campo, diventerebbe un avversario. Non lo fischierò mai ma al primo posto c'è sempre la Roma. Però lo vedrei bene con Mancini in Nazionale.

C'è adesso un degno erede per la fascia da Capitano?
«Dopo tutto quello che è successo, è giusto che la prenda Florenzi. Spesso si è preso molti più insulti e cattiverie di quante ne meritasse. Ha sempre dato tanto, anche quando si è infortunato ha fatto di tutto per rientrare. Noi romanisti siamo stati capaci di fischiare gente come Tommasi, o Perrotta prima dell'exploit con Spalletti. Con questo voglio dire che forse dovremmo crescere un po' anche noi e non criticare a prescindere qualsiasi cosa succeda. Forse le bandiere non esisteranno più, allora dovremmo affezionarsi un po' meno ai singoli giocatori e più alla Roma in sé. Prima forse era di più così, mi ricordo che si andava allo stadio senza quasi neanche sapere chi scendesse in campo. Sciarpa, voce, panino con la frittata e ci si divertiva a tifare i nostri colori».

Intanto, il vostro club continua a crescere e avete iscritti di ogni provenienza.
«A oggi siamo circa 1000 iscritti e arriviamo anche a 3000 contando il gruppo Facebook. All'Olimpico siamo in Tribuna Tevere e poi abbiamo qualche "particolarità". C'è nostro Ivo Manca, di Cuneo, innamorato dei colori giallorossi. Spesso è andato a vedere le partite a nome nostro. Poi c'è Daniele Pirvu, "l'inviato speciale". Lui è quello che cura la nostra sede a Ostia e, per esempio, lo scorso anno è sempre andato alle trasferte di Champions League, anche quella di Baku e si sta organizzando quelle di Europa League. Quando è arrivato in Italia si è innamorato della Roma e di Voeller, tanto che l'anno scorso gli abbiamo regalato un maglia autografata dal tedesco mandata dalla Germania».

A Madrid c'è un altro Roma Club Daniele De Rossi.
«Con loro è in corso un vero e proprio gemellaggio. Abbiamo avviato i contatti e ci stiamo lavorando perché sia effettivo dalla prossima stagione. Sarà bello vedere le partite tutti insieme e speriamo di portare a termine il prima possibile questa unione».

Non solo tifo, ma anche tante iniziative benefiche.
«Sì, un esempio è la collaborazione che da tanto tempo portiamo avanti con la Heal. Si tratta di un'associazione legata all'Ospedale Pediatrico Bambin Gesù che opera nell'ambito dei tumori cerebrali infantili. L'11, 12 e 13 luglio siamo stati invitati a Jesolo alla Bobo Vieri Summer Cup (l'attaccante è uno degli ambasciatori dell'associazione) e spesso organizziamo altre cene ed eventi per supportare la loro causa».

Tra il mare di ostia e la Roma c'è il cuore

Tra il mare di Ostia e l'amore per la Roma. Ieri sera si è svolta la cena annuale del Roma Club Ostia Daniele De Rossi. Un saluto alla stagione passata, tra le difficoltà e le sorprese, aspettando che riparta il prossimo campionato, con sorpresa finale: l'arrivo di Lorenzo Pellegrini, che si è concesso per autografi e selfie con i presenti.

La sede della cena e del club è il ristorante dello stabilimento Le Palme, di cui Ferdinando è il gestore con la moglie Gigliola: «Questa è la nostra casa. E la casa dei romanisti. Sono qui da tredici anni e questo gruppo è sempre stato qui. Siamo un club fatto di amici e ci conosciamo bene tutti. Stiamo insieme per piacere e abbiamo in comune la passione per la Roma». Quando Ferdinando parla della Roma gli si illuminano gli occhi ed è così un po' per tutti.

Il Roma Club Ostia Daniele De Rossi, fino allo scorso anno Roma Club Ostia, è nato da un gruppo Facebook e continua a crescere. Tra storie di stadio e di ricordi romanisti, «Mi ricordo ai tempi del CUCS era diverso...», tanto per dirne una, si passa una serata tranquilla piena di romanismo. Quello stesso romanismo che ha fatto sì che dal gruppo Facebook Romanamente Stupendi nascesse proprio il Roma Club: gli amministratori c'erano tutti.

Il presidente Andrea Olivari e con lui anche Mario Barrotta, Andrea De Angelis e Fabio Anconetani. Nell'occasione erano in vendita le maglie speciali fatte stampare proprio per i vecchi e nuovi iscritti del club: inutile a dirsi, al centro della stampa c'è Daniele De Rossi. Qui il Sedici raccoglie consensi in ogni discorso perché simbolo di un territorio e di una popolazione intera che si identifica in lui per i colori e per i modi di fare. "Il nostro vanto", dice la maglia. Poi si pensa alla Roma: dal calciomercato alla stagione passata, da chi non condivide questa o quella scelta, fino a chi si è già abbonato per la prossima stagione.

La serata a Ostia è chiaramente calda, estiva, però la critica al meteo passa in secondo piano. «Siamo qui per brindare alla nostra passione - ha detto al momento di iniziare a mangiare il presidente Olivari - e per La nuova denominazione del nostro club. Forza Roma!». Semplice e lineare, un messaggio condiviso senza esitare da tutti i presenti. Per l'occasione poi il Club ha messo in vendita le maglie di cui sopra, per ampliare i fondi in vista degli eventi che i tifosi organizzeranno. C'è di più oltre il tifo: il gruppo Facebook Romanamente Stupendi e i membri del Roma Club collaborano con associazioni benefiche, nel caso specifico con Heal, attiva per la ricerca oncologica contro i tumori infantili al cervello.

C'è sì il piacere di parlare della Roma, ma è bello anche pensare a qualcosa di più grande, di utile anche per il bene altrui. Mentre Ferdinando e la moglie Gigliola servono i tavoli la cinquantina di presenti si racconta i propri ricordi di Roma, che siano della stagione da poco conclusa (in questo caso sono tutt'altro che soddisfatti) o di quella che verrà. Parlando di De Rossi, della Roma e della loro passione, per salutarsi e dare il benvenuto alla stagione che verrà.