Questione Manolas. Il Napoli lo vuole, il greco ha detto sì, ci sarebbe una clausola da trentasei milioni (senza scadenza), quindi che problema c'è per chiudere gioco, partita e incontro? Invece il problema in realtà c'è e ieri lo ha scoperchiato con la sua inconfondibile eleganza, si fa per dire, il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis. Che, intervenendo a radio Kiss Kiss, emittente da sempre molto vicina alla società partenopea, ha spiegato di volere uno sconto sul costo del cartellino, aggiungendo pure un giudizio sul calciatore che chissà quanto avrà fatto piacere a Manolas (a meno che il suo procuratore Mino Raiola non lo avesse già avvertito che De Laurentiis avrebbe esternato sul suo conto). Insomma non l'ha toccata piano: «Su Manolas ci stiamo lavorando da quando Albiol ci ha comunicato il suo disinteresse a proseguire con il Napoli. Se vuole andare via mi fa solo una cortesia. Per Manolas ci sono due scogli da superare. Uno è l'aspetto caratteriale: Giuntoli dovrà capire se è compatibile con il nostro spogliatoio, perché non possiamo avere problemi; il secondo nodo è legato alla Roma, bisogna capire che idee avrà il club. Dobbiamo anche capire a che prezzo acquisirlo, perché parliamo di un calciatore che inizia ad avere la sua età e che diventa un vuoto a perdere dato che poi non lo puoi rivendere. Ci sto a investire del denaro, ma la clausola deve essere abbassata perché se si abbina allo stipendio altissimo del calciatore è chiaro che siamo troppo alti. Con tutto il rispetto che ho di Manolas, con una logica legata alla sua età, lo valuto una cifra molto più bassa». Insomma, il presidente che in passato ha voluto le intere clausole di Higuain (92 milioni), Cavani (63) e Lavezzi (31) non facendo neppure un caffè di sconto a Juventus e Psg, ora se ne esce serafico a proclamare al mondo che vuole lo sconto per Manolas, usando peraltro parole ineleganti (vuoto a perdere) per un giocatore che, ma forse De Laurentiis non lo sa, ha ancora ventotto anni.

A voler analizzare asetticamente la dichiarazione del presidente del Napoli, di fatto è la conferma di una trattativa in corso. Che per quello che sappiamo ha il suo punto critico non tanto sull'entità della clausola, quanto sulla valutazione che i due club fanno del cartellino di Diawara, il centrocampista che alla Roma starebbe bene come parziale contropartita. Vogliamo sperare che sia così, perché se la Roma dovesse accettare di garantire uno sconto sui trentasei milioni di euro messi nero su bianco sul contratto del greco, farebbe un autogol colpevole, inaccettabile, pur a fronte dell'esigenza di dover comunque fare le necessarie plusvalenze (il numero esatto non lo dicono neppure sotto tortura, pare che servano una quarantina di milioni abbondanti) entro il prossimo trenta giugno. Ma questo per nessuna ragione al mondo può consentire alla Roma di concedere uno sconto, trentasei milioni sono, trentasei milioni dovranno essere.

Semmai si potrà discutere sulla valutazione che si dovrà fare del cartellino di Diawara, il centrale di centrocampo che alla Roma sta bene come parziale contropartita con il giocatore che ha già fatto sapere di essere felicissimo di un eventuale trasferimento a Trigoria. Il punto della questione sta proprio qui, con il Napoli che valuta il certellino del suo giocatore venticinque milioni di euro, mentre la Roma finora non è andata oltre i sedici-diciassette milioni. Logica vuole, almeno la nostra, che la valutazione di De Laurentiis sia pro domo sua visto che Diawara due anni fa lo acquistò dal Bologna per sedici milioni (due quinti già ammortizzati) e, oggi, pensare che il prezzo del cartellino si sia rivalutato di una decina di milioni dopo due stagioni in cui ha fatto più lo spettatore che il calciatore, è un controsenso che non trova d'accordo neppure i parenti stretti di Diawara. Si dovrà lavorare ancora per trovare un punto d'incontro che soddisfi tutti, magari lasciando perdere la clausola, vendere il giocatore a una cifra superiore (come Diawara) e consentire plusvalenze più ricche a tutti. A meno che Raiola non stia preparando qualche sorpresa.