La stagione di Dybala: l'attesa e il piacere
Dopo lo stop di marzo 2025 si fa trovare pronto da Gasp. A gennaio un nuovo ko sembra porre fine alla sua storia a Roma, ma il finale da sogno cambia tutto: i tifosi ora aspettano il rinnovo, in arrivo
(MANCINI)
«Paulo, ma quando torni?». Un anno dopo, siamo ancora qui, con lo stesso leitmotiv che, nella testa dei tifosi, aveva aperto la stagione della Roma, e con il quale si è da poco chiusa. Il riferimento, ovviamente, è a Paulo Dybala, ma per raccontare l’annata 2025-26 dell’argentino bisogna risalire addirittura al 16 marzo 2025, alla lesione al tendine semitendinoso della coscia sinistra che lo aveva portato ad operarsi in primavera. Indisponibile nelle ultime partite con Ranieri in panchina, Dybala diventa il primo acquisto per la nuova Roma di Gasperini, mettendoci pochissimo per tornare a disposizione del tecnico che lo aveva lanciato a Palermo quando, poco più che ventenne, per tutti era “U Picciriddu”, il bambino. Se il volto sbarazzino può trarre in inganno, il fisico non mente: titolare nelle prime tre uscite stagionali della sua ultima annata romanista da contratto, dal 21 settembre è costretto a un primo stop; rientra per Fiorentina-Roma, gara di inizio ottobre che manda in sosta il campionato con i giallorossi in vetta. Con una condizione che tarda ad arrivare, il mese scorre senza momenti memorabili: uno solo, a livello personale, è il 200° gol in carriera segnato nel ko interno contro il Viktoria Plzen, in Europa League. A inizio novembre la Roma fa visita al Milan: nella sfida che vale il ruolo di “anti-Inter” la squadra di Gasperini parte fortissimo, e trascinata proprio dalla Joya mette all’angolo il Diavolo in casa propria. Incredibilmente la partita finisce 1-0, gol di Pavlovic, e nel finale di gara Dybala sbaglia il rigore del possibile pari, facendosi pure male.
Nonostante la delusione, la sensazione maturata in quei 90’ è che la Roma possa effettivamente giocarsela con le altre big, sensazione confermata dal buon rendimento mantenuto a novembre. Dybala inizia a dare più garanzie dal punto di vista fisico, con una sola assenza forzata tra fine novembre e fine gennaio. Con l’arrivo di Malen in inverno si intravede una potenziale coppia letale davanti, si inizia anche a parlare di rinnovo. Come all’andata, contro il Milan cambia tutto. Nel corso del match del 25 gennaio Paulo si fa male, e quello che sembrava dover essere uno stop di qualche settimana diviene un calvario che porta poi a un nuovo intervento, il 6 marzo. I margini per un rientro nel finale di stagione sono minimi, quelli per il rinnovo pressoché nulli. Sembra la fine, quella fine sventata un anno e mezzo prima con il “no” all’Arabia, che aveva portato i tifosi romanisti sotto casa di Paulo; quella fine ormai addirittura attesa da alcuni di quei tifosi (romanisti?): il malcontento popolare per il calo drastico della Roma, ad aprile fuori dalle coppe e lontana dalla Champions, si riversa anche su Paulo.
Incredibilmente, la squadra di Gasp vince sei delle ultime sette partite di campionato, nelle ultime quattro Paulo torna in campo e, insieme a Malen, si prende sulle spalle l’attacco. Dopo la vittoria allo scadere contro il Parma lascia intendere la sua volontà per un rinnovo che due settimane più tardi appare più vicino che mai, grazie al ritorno della Roma in Champions League. Contro il Verona, all’ultima giornata, realizza un assist tra genio e sregolatezza per Malen, dimostrando che forse sì, “U Picciriddu” ora sarà pure un uomo e un padre di quasi 33 anni, ma la tecnica no, quella non invecchia; e soprattutto che la coppia con Donyell merita di calcare i palcoscenici più importanti, quelli riconquistati quest’anno. E allora, visto il contratto attualmente scaduto, in attesa dell’annuncio del rinnovo la domanda dei tifosi resta la stessa: «Paulo, ma quando torni?». Questa volta però ha un sapore diverso.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
PRECEDENTE