Di Malen in... Champions: la stagione di Malen
L’attacco non va, poi arriva “Bobby” e da gennaio è un’altra storia. 15 gol sono suoi. Dall’impatto di Torino alla freddezza di Parma, fino a Verona: è lui a portarci nell’Europa dei grandi
(GETTY IMAGES)
“Bobby”: così ormai lo chiamano i tifosi. Quel posto nel loro cuore, Bobby lo ha preso senza troppa forza. Senza pretese. E lo ha fatto pure in campo, dove è più semplicemente Donyell Malen: lì, in attacco, mancava qualcuno che (appunto) rincuorasse chi ogni weekend - e, fino a un certo punto, il giovedì - era all’Olimpico o in giro per Italia ed Europa a sostener la Roma. Tra un Ferguson falcidiato dalle problematiche fisiche e un Dovbyk più opaco che mai (e pure lui più fuori che a disposizione), Gasperini aveva dovuto arrangiare interpreti non proprio ideali. Dybala, poi Baldanzi, a volte Bailey. Fino al 18 gennaio 2026.
Quel giorno, Bobby indossa per la prima volta la sua numero 14 a Torino. Lo fa con la disinvoltura di chi un tempo era solo un bambino e ha preso il treno per la gloria: una finale di Champions, i titoli vinti in Olanda. Qualità e imprevedibilità. Subito le mette in pratica: a Ciampino, quattro giorni prima, i tifosi sono calorosi - come sempre. Deve ripagarli. Gli bastano 25’ per andare a segno, ma in fuorigioco. Poco male, tanto Malen. Ne fa un altro 2’ più tardi, ringraziando la leggiadria di un Dybala elegante. Tra i loro sguardi c’è sintonia. Il 1º timbro arriva così: finisce 2-0, il giorno dopo è il suo compleanno. Dalle pagelle de Il Romanista arriva un 7,5. Non c’è regalo migliore.
È un nuovo inizio. Salta le prime due di Europa League causa lista Uefa e col Milan offre una più che buona prestazione. Ma a Udine la squadra è un mezzo disastro: Ekkelenkamp decide, lui si becca un 5. Vietato gettare la spugna. Lui è il primo a farsi carico delle difficoltà del gruppo: il Cagliari lascia spazio a una partita da 8, con un cucchiaio pregiato e un tocco sotto porta (doppietta). La strada, per lui, è in discesa. Ne fa un’altra a Napoli, dove la Roma si fa rimontare; resta a digiuno con la Cremonese, ne fa uno alla Juve. Ancora col tocco sotto, che segna lo scatto Champions. Quello è l’obiettivo e Malen sta portando i suoi a destinazione, con un Gasp sorridente. Almeno fino a quando la Roma crolla: Boga e Gatti fissano il 3-3 e insieme ai ko con Genoa e Como (con un’altra rete dell’olandese) affossano i giallorossi. Per nulla confortati dall’Europa League: se l’andata degli ottavi col Bologna porta speranza, il ritorno mostra una squadra indebolita dalle fatiche. Bobby fa un gol (che vale un 6,5) e dà il via alla momentanea rimonta, poi finisce 3-4.
Lecce a parte, si ricomincia male a Pasqua. A Milano, il rientro dalla sosta è segnato dalla brutta sconfitta per 2-5 con l’Inter. Ancora una volta, Donyell si batte (con tanto di assist), senza poter impedire il capitombolo. La Roma scivola al sesto posto, a -4 dal quarto occupato dal Como. Praticamente senza scontri diretti a favore. Difficile immaginare un finale diverso. Scatta però qualcosa, nella testa di Malen e del gruppo. «Animo!», aveva detto Gasp dopo la Juve. Bobby mette in pratica. Col Pisa decide con una tripletta (un altro 8 in pagella!), fa pausa con la Dea e torna a incidere con gol e assist a Bologna, più un assist nel 4-0 alla Viola. Anche qui, migliore in campo. Ma la partita-cartellone della sua avventura è quella di Parma: segna l’1-0 ringaziando Dybala, al ritorno della coppa; quindi, la Roma subisce la rimonta gialloblù e si ritrova con più di un piede fuori dalla Champions. Gli avversari, però, non hanno fatto i conti con Rensch (2-2) e Malen, glaciale dal dischetto al 101’. Un rigore perfetto che fissa il 3-2. L’8,5 in pagella celebra l’atleta. I tifosi rivedono in lui Ronaldo “Il Fenomeno”. Forse troppo. Poco importa.
Derby e Verona chiudono una stagione senza senso. All’Olimpico non va in gol, in compenso fa impazzire completamente la difesa avversaria; al Bentegodi sbaglia il penalty e ribadisce in rete (ancora!) sull’intuizione della Joya per il vantaggio giallorosso. Alla fine dei 90’, la Roma è in Champions. Soprattutto grazie a lui: 20 presenze e 15 gol. Numeri da alieno. La Capitale ha un nuovo beniamino.
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