El Aynaoui aveva solo bisogno di tempo: da caso nazionale a nucleo del Marocco
La polemica in patria prima dell'esordio con Regragui, poi le prestazioni convincenti che hanno catturato tutti i tifosi. Oggi tutti impazziscono per Neil
(GETTY IMAGES)
Pensare che tutto sia iniziato tra polemiche e tensioni ingiustificate fa sorridere. Sì, perché prima di far innamorare una nazione intera, solo un anno fa Neil El Aynaoui era al centro delle discussioni tra i tifosi marocchini. Motivo? L'attesa prolungata, almeno per i sostenitori, nell'accettare il Marocco definitivamente dopo una presenza con l'Under 23 nel 2023. La realtà è spiegata in un infortunio rimediato ai tempi del Lens, che non permette al centrocampista di unirsi al raduno di giugno dei Leoni dell'Atlante, allenati da Walid Regragui. Tuttavia, nel Paese si sparge ben presto una voce fantasiosa, secondo la quale Neil stia aspettando la Francia (dove è nato, a Nancy).
Ad alimentare ulteriormente le critiche, la presenza di El Aynaoui a una partita di beneficienza organizzata proprio a Nancy in omaggio al compianto Landry Nguemo, scomparso nel 2024. Neil viene accusato ancora di aver snobbato il Marocco, ma in un video circolato successivamente sui social è lo stesso calciatore a confermare la sola presenza simbolica. Nei mesi successivi, il padre Younes stempera le tensioni, confermando l'assoluta volontà del calciatore di rappresentare i Leoni dell'Atlante.
El aynaoui appreciation post pic.twitter.com/R34NbDoPxB
— ⵣ | OuahbiEra (@chillwingz) June 20, 2026
Poi l'arrivo alla Roma e ad agosto 2025 l'esordio tanto atteso con la nazionale marocchina. È subito protagonista assoluto e ottiene il posto da titolare al centro del campo. Tutti impazziscono per El Aynaoui, soprattutto durante la Coppa d'Africa: in poche settimane passa da 50mila follower a oltre un milione su Instagram. Numeri da social, certo, ma che rendono chiara l'idea sullo status ottenuto dal centrocampista. Prove di qualità, ma a far brillare gli occhi dei sostenitori sono la tenacia, il sudore e la lotta messe a disposizione da Neil. Da oggetto misterioso a guerriero dei Leoni dell'Atlante. Leader carismatico e tecnico in campo, trascinatore anche al Mondiale, questa volta con Ouahbi seduto in panchina. La fiducia è rimasta immutata, Neil è il nucleo del centrocampo marocchino. Tentacolare nelle aggressioni e nel recupero palla, onnipresente in campo e instancabile negli inserimenti, oltre che complementare col compagno di reparto, il talentuosissimo Ayyoub Bouaddi.
Neil El Aynaoui le poumon du milieu
— Faster Faster X ???????????? (@FASTER1107) July 6, 2026
Vs Brésil : 11,77 km
Vs Ecosse : 12,29 km
Vs Haïti : 10,295 km
Vs Pays-bas : 14,37 km
Vs Canada : 11,04 km
C’est juste une folie sans jamais sortir du terrain. https://t.co/XnpvY3kiqv pic.twitter.com/szfquXQTvT
Ora, davanti a sé, la sfida finora più importante. Forse anche più significativa della tanto discussa finale di Coppa d'Africa dello scorso gennaio. Persa sul campo (poi vinta con un ricorso) contro il Senegal, terminata con un sopracciglio rotto e la testa bendata. Anche al Mondiale in corso, Neil lascia tutto in campo. Fino all'ultimo respiro. Ed è pronto a guidare ancora una volta il suo Marocco, ma all'orizzonte c'è la Francia di Manu Koné, compagno di reparto alla Roma. Un incrocio speciale, non solo per le tinte giallorosse, ma per tutto il vissuto del ragazzo di Nancy. Per chiudere il cerchio di un pezzo di vita e regalarsi un sogno, puntando alle stelle. Fuori c'è il mondo che osserva.
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