Prossimo step, cambio modulo in corsa?
Quasi mai Gasperini ha derogato ai suoi principi tattici: lo ha fatto nel momento più delicato col Verona, togliendo Ziolkowski per un centrocampista. Si va verso una Roma camaleontica
(GETTY IMAGES)
Raramente, anzi, quasi mai, mister Gasperini ha derogato ai suoi principi tattici: uomo contro uomo a tutto campo in fase di non possesso e scalate sempre più in automatico in caso di marcatura saltata. Lo ha fatto a sorpresa, proprio nel momento più delicato della partita di Verona quando, sia pure in superiorità numerica, la Roma sembrava afflitta da una evidente tensione pre-Champions che ne bloccava un po’ gambe e cervello di fronte ad un Verona mentalmente molto più leggero.
Fuori Ziolkowski dunque e dentro un centrocampista: difesa a quattro negli ultimi 20 minuti con una sorta di 4-3-2-1 o 4-3-3, considerando le posizioni di Dybala ed El Shaarawy. Con un uomo in più a centrocampo la Roma così ridisegnata è sembrata più solida e in grado di portare facilmente a termine la missione Europa.
Questo per dire che probabilmente il prossimo step tattico dei giallorossi, al netto di un mercato che si spera più fruttuoso che mai, potrebbe essere proprio quello di una Roma meno prevedibile e più camaleontica, in grado di alternare l’assetto tattico, passando perfino (ma non siamo certi che Gasp possa pensarla in questo modo) alla zona in certo frangenti o in certe partite. Nelle quali magari l’avversario di turno ha trovato le giuste contromisure e non c’è verso di invertire la tendenza. Pensiamo a partite nelle quali la Roma non è riuscita ad imporre il suo gioco, come ad esempio a Cagliari, a Genova o a Udine. In quei casi, cambiare le carte in tavola sotto il profilo tattico può portare giovamento. Di sicuro va ad intaccare il piano tattico del tecnico avversario che sembra funzionare molto bene.
Insomma, se al primo anno e nonostante una rosa non del tutto adatta al suo modo di giocare, Gasperini è riuscito a centrare anche se in extremis il traguardo Champions, c’è da ben sperare per il futuro prossimo quando arriveranno giocatori di sicuro gradimento del tecnico. Ma aldilà degli uomini, che sono comunque i veri protagonisti nel bene e nel male delle partite, saremmo curiosi di vedere una Roma capace di cambiare pelle in alcune partite o, senza problemi, nel corso di una stessa gara, per mettere ancor più in difficoltà la squadra avversaria.
D’altronde, a questi livelli, le squadre vengono studiate al millimetro e misure e contromisure tattiche sono all’ordine del giorno. La nuova frontiera di un calcio, che soprattutto in Italia sembra aver perso in qualità e in risultati, potrebbe essere proprio quella di una duttilità tattica più diffusa che, senza derogare ai propri principi fondamentali, aiuti la squadra a districarsi nei meandri di una partita nata male o che non si riesce a portare dalla propria parte.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
PRECEDENTE