Bove: "Mi avevano detto che non avrei mai più giocato a calcio. Mou il primo a scrivermi"
Il centrocampista: "Non potevo rispondere ai messaggi, così José si è procurato il numero dei miei genitori. Ho un rapporto incredibile con lui"
(GETTY IMAGES)
Intervistato dal Daily Mail, Edoardo Bove si è raccontato. Dai momenti più difficili dopo il malore, all'obiettivo sudato del rientro in campo. Fino al rapporto con Mourinho: "Ho iniziato una nuova vita. Non rimpiango nulla perché mi ha reso più forte. Non ho mai avuto paura di morire. L’ultima cosa che ricordo è quando sono caduto. Mi sono svegliato in ospedale senza sapere cosa fosse successo. Pensavo di aver avuto un incidente d’auto".
Bove ha poi continuato: "Prima che succedesse, mi sentivo come un supereroe. Mi hanno detto che non avrei più giocato a calcio. A volte pensavo: 'Cosa farò?' Ci sono stati giorni molto difficili in cui tutto andava male. È stata dura, ma è diventato parte del percorso. Sono contento di come sono andate le cose e in quest’anno ho imparato più che da qualsiasi altra esperienza avuta in precedenza. Ho un nuovo amico nel mio corpo. Il primo mese fai fatica a dormire su un fianco. Ti cambia il fisico. Quando ti vedi cambiato allo specchio può essere doloroso, ma per me non lo è stato. Non sono mai rimasto deluso".
Poi il rapporto con Mou: "Mourinho è stato uno dei primi a contattarmi. Ha a cuore ogni giocatore che ha allenato. Alcuni più di altri! Mi ha scritto per primo, ma non potevo rispondere a nessuno, così si è procurato il numero dei miei genitori. Ho un rapporto incredibile con lui. È una persona molto importante per me e la mia famiglia".
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