AS Roma

L'ora di El Aynaoui, risorsa inattesa

Punto fermo del Marocco, non (ancora) della Roma. Ma già dal big match contro l’Inter può ripartire la sua crescita

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Chiara Ciotti
04 Aprile 2026 - 06:00

Una risorsa in più: quello che può essere, quello che deve divenire. Magari già da Milano con l’Inter perché, complice l’assenza per infortunio di Koné - che ne avrà per qualche settimana ancora -  la flessione di Cristante e il possibile avanzamento di Pisilli, il momento è propizio per mostrare il suo talento, ancora in chiaroscuro in giallorosso, nelle restanti 8 giornate di campionato. Se in poco meno di un anno diventa pedina imprescindibile per il Marocco, Neil El Aynaoui resta un personaggio in cerca d’autore alla Roma. 

E il centrocampista torna a Roma con il sorriso e il pieno di gol: una rete in amichevole con l’Ecuador - dopo aver sbagliato dal dischetto - e una con il Paraguay. In entrambi i casi schierato titolare nel 4-2-3-1 disegnato dal nuovo commissario tecnico della Nazionale Mohamed Ouahbi, il secondo gol mette in luce le qualità di casa El Aynaoui nello stadio che in passato lo ha coccolato, il Bollaert-Delelis del Lens, sua ex casa prima dell’arrivo alla Roma: la corsa per l’inserimento dal centrocampo fino al centro dell’area di rigore, sfruttando il buco difensivo degli avversari che non riescono ad assorbire il suo movimento, e il tempismo sul cross di Hakimi dalla corsia destra con il sinistro di prima intenzione. 

Qualità in continuità con quanto fatto vedere in Coppa d’Africa, vinta poi a tavolino dopo l’assurda finale persa sul campo con il Senegal (giocata, tra l’altro, con una vistosa fasciatura alla testa dopo un violento scontro di gioco). Dall’esordio con la maglia del Marocco lo scorso settembre alla Coppa d’Africa tra dicembre e gennaio, Neil è una costante del centrocampo del Marocco: 7 partite nella competizione, 690 minuti giocati, prestazioni condite da regia e intercetti, che forse restituiscono un’immagine differente del giocatore arrivato in estate. Sotto la guida dell’ex ct Regragui, comincia da intermedio di destra di un 4-3-3 con Comore e Mali - a completare il reparto con Amrabat e Ounahi - fino a ricoprire il ruolo di vertice basso, affiancato da Saibari ed El Khannouss, nelle successive gare fino alla finale.

Ma il giocatore che rientra nella Capitale è distratto - vedi la punizione concessa contro la Juventus - e poco dinamico. E la crescita intravista prima della Coppa d’Africa s’arresta. Perché prima di andare in nazionale El Aynaoui è a tutti gli effetti uno dei titolari di Gasperini, come più volte sottolineato dal tecnico, e con il tempo si guadagna il suo spazio. 

Certamente non è impresa semplice scardinare la coppia consolidata tra Cristante e Koné, a cui Gasperini si affida da inizio stagione e che è una delle colonne della solidità difensiva della Roma, almeno fino a inizio 2026. Eppure, El Aynaoui raccoglie 650 minuti in campionato - e un assist per il gol di Ferguson contro la Cremonese - e qualcuno in più, 712’, in Europa League: proprio nella competizione europea, all’Olimpico contro il Midtjylland, la rete al volo di destro dopo un inserimento in area su assist di Celik fa percepire ancora una volta le doti di Neil. Quindi, la Coppa d’Africa e i progressi di Pisilli, di recente preferito dall’allenatore. 
Ma il momento è ora per El Aynaoui. L’infortunio di Koné, il momento di appannamento di Cristante e le difficoltà in fase offensiva rappresentano una chance per il centrocampista, che in mediana può essere una risorsa per Gasperini. Magari per riannodare il filo della crescita interrotta.

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